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  • La gestione dei rischi residui nei pazienti con infarto miocardico deve includere il trattamento del colesterolo non HDL, considerando sia l'LDL che la trigliceridemia
    Fonte: Suzuki K - Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2019: doi: 10.1161/ATVBAHA.119.312336. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Suzuki K della Tohoku University Sendai, Giappone. Uno dei più importanti obiettivi terapeutici nei pazienti con un pregresso infarto miocardico (MI) è prevenirne la recidiva. Sebbene le statine siano ampiamente utilizzate per questo scopo, rimane un rischio residuo considerevole anche dopo che le LDL sono ben controllate dalle statine, pertanto i ricercatori hanno esaminato gli impatti clinici del nHDL (colesterolo lipoproteico non ad alta densità) e dei suoi componenti principali trigliceridi e LDL come rischi residui per recidiva dell’IM utilizzando il database del CHART (Chronic Heart Failure Analysis and Registry in the...leggi la news
  • Un nuovo score per la stratificazione del rischio nei pazienti con recente infarto miocardico
    Fonte: Cosentino et al. Int J Cardiol. 2019 Mar 1;278:1-6. doi: 10.1016/j.ijcard.2018.11.142. I pazienti con infarto miocardico acuto (IMA) presentano un elevato rischio di mortalità e di recidive ischemiche, in particolare nel primo anno dall’evento. In questo studio Cosentino e colleghi propongono uno score di rischio basato sui 54 criteri PEGASUS-TIMI, capace di predire la mortalità e il rischio di recidive non fatali nei pazienti con recente IMA. Nello studio sono state analizzate in modo retrospettivo due coorti di pazienti con IMA arruolati in modo prospettico. Nella coorte di derivazione (n=1.257) è stato valutato il valore prognostico dello score ad un anno dall’evento indice. Lo score è stato poi validato in una coorte di 913...leggi la news
  • La scelta del diuretico dell’ansa non influenza la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco
    Fonte: Täger et al. Int J Cardiol. Epub ahead of print 2019. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.01.109. I diuretici dell’ansa rappresentano uno dei cardini del trattamento dello scompenso cardiaco (SC), tuttavia non è noto se i tre principi attivi raccomandati dalle linee guida abbiano lo stesso impatto sulla sopravvivenza, quesito che è stato quindi oggetto di studio in questa analisi proposta da Täger e colleghi. Nell’analisi sono stati inclusi 6.293 pazienti provenienti da tre diversi registri europei e affetti da SC cronico in trattamento con bumetanide, furosemide o torasemide. Nei tre sottogruppi di trattamento sono deceduti rispettivamente 652 (bumetanide, 53.7%), 2.179 (furosemide, 51.9%) e 268 (torasemide, 30.4%) pazienti. Il trattamento con torasemide è risultato più comune nei pazienti...leggi la news
  • Dose carico di clopidogrel nei pazienti sottoposti a TAVI: è davvero utile? Dati dal trial BRAVO-3
    Fonte: Nijenhuis VJ et al. Am J Cardiol. Epub ahead of print, 2019. doi: 10.1016/j.amjcard.2019.01.049. La somministrazione di una dose di carico all’inizio del trattamento con inibitori del P2Y12 consente di ottenere una più rapida inibizione dell’aggregazione piastrinica. Per questo motivo, nei pazienti sottoposti a stenting coronarico il trattamento con clopidogrel viene generalmente iniziato con la somministrazione di una dose di carico, ma non è chiaro se gli stessi benefici si applichino anche ai pazienti sottoposti a sostituzione valvolare aortica transcatetere (TAVI). Pertanto, in questo studio Nijenhuis e colleghi hanno analizzato i dati del trial BRAVO-3 con lo scopo di confrontare gli outcome a 48h e a 30 giorni dalla procedura nei pazienti che avevano...leggi la news
  • La funzione della valvola aortica transcatetere a lungo termine è eccellente
    Fonte: Blackman DJ - J Am Coll Cardiol. 2019; 73(5):537-545. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Blackman DJ del Leeds Teaching Hospitals NHS Trust di Leeds, UK. Dal momento che si conosce molto poco sulla durata della valvola nel lungo termine dopo la sostituzione della valvola aortica transcatetere (TAVR), i ricercatori hanno voluto valutare l'incidenza della degenerazione valvolare strutturale (SVD) da 5 a 10 anni dopo la procedura. I dati demografici, procedurali e ospedalieri relativi ai pazienti sottoposti a TAVR dal 2007 al 2011 sono stati ottenuti dal registro U.K. TAVI. Sono stati inclusi i pazienti nei quali erano disponibili dati ecocardiografici sia al basale che ≥ 5 anni...leggi la news

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