Today News
  • Edoxaban rispetto al warfarin riduce i sanguinamenti soprattutto quelli di maggior gravità nei pazienti con fibrillazione atriale e riduce significativamente il numero di eventi ischemici in pazienti con fibrillazione atriale e concomitante coronaropatia
    Fonte: AHA 2017 scientific session, Anaheim - California, USA. Queste sono le conclusioni della sottoanalisi dello studio ENGAGE AF-TIMI 48 presentate all’AHA da Brian A.Bergmark, del Brigham and Women's Hospital di Boston. Dal momento che non è ben chiaro il profilo di efficacia e di sicurezza di Edoxaban rispetto al Warfarin nei pazienti con coronaropatia (CAD) i ricercatori, prendendo in considerazione i dati dell’ ENGAGE AF-TIMI 48 (studio confronto di efficacia e sicurezza tra Edoxaban e Warfarin in 21.105 pazienti con FA e CHADS2 ≥ 2), hanno confrontato i risultati in pazienti con CAD nota (infarto miocardico pregresso , rivascolarizzazione coronarica o stenosi coronarica > 50%) rispetto ai pazienti che non avevano CAD nota e hanno...leggi la news
  • GATEWAY trial: La chirurgia bariatrica rappresenta una strategia efficace per il controllo della pressione arteriosa nei pazienti obesi e ipertesi
    Fonte: AHA 2017 scientific session, Anaheim - California, USA. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Carlos Aurelio Schiavon dell’Heart Hospital di San Paolo, Brasile. In questo studio randomizzato, monocentrico, sono stati inclusi pazienti con ipertensione arteriosa (assumevano ≥ 2 farmaci a dosi massime o > 2 a dosi moderate) e un indice di massa corporea tra 30,0 e 39,9 kg / m2. I pazienti sono stati randomizzati a bypass gastrico più terapia medica o terapia medica solamente. L’endpoint primario era la riduzione del ≥30% del numero totale di farmaci antipertensivi mantenendo rispettivamente la pressione arteriosa sistolica e diastolica < 140 mm Hg e 90 mm Hg per 12 mesi. Sono...leggi la news
  • Evolocumab produce una sovrapponibile regressione dell'aterosclerosi coronarica nei pazienti trattati con statine con e senza diabete
    Fonte: AHA 2017 scientific session, Anaheim - California, USA. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Peta King dell’Heart Health SAHMRI (Adelaide, Australia). Il diabete è associato all'arterosclerosi coronarica progressiva. La riduzione della colesterolemia LDL con statine ad alta intensità promuove la regressione della placca nei pazienti con diabete. Il trattamento con Evolocumab consente di valutare se l'abbassamento puro della colesterolemia possa promuovere la regressione della malattia nel contesto del diabete. Il GLAGOV trial (The Global Assessment of Plaque Regression With a PCSK9 Antibody as Measured by Intravascular Ultrasound)ha confrontato gli effetti del trattamento con Evolocumab vs placebo sulla progressione dell'arterosclerosi coronarica, valutandola mediante IVUS seriali in pazienti trattati con statina...leggi la news
  • La riduzione della colesterolemia LDL con Evolocumab è altamente efficace nel ridurre il rischio di infarto miocardico
    Fonte: AHA 2017 scientific session, Anaheim - California, USA. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Stephen D Wiviotdel Brigham and Women’s Hospital di Wellesley (Massachusetts, USA). Il FOURIER trial ha recentemente dimostrato che Evolocumab riduceva i principali eventi cardiovascolari rispetto al placebo nei pazienti con malattia aterosclerotica stabile, tra cui la riduzione del 27% dell'infarto miocardico (MI). I ricercatori in questo studio hanno voluto esaminare i tipi e le dimensioni degli IM accaduti ai pazienti arruolati nello studio FOURIER ipotizzando che Evolocumab riduce l'MI, indipendentemente dalla dimensione e dal tipo di IM (NSTEMI o STEMI). Nello studio FOURIER sono stati arruolati 27.564 pazienti randomizzati ad Evolocumab o placebo e...leggi la news
  • PRAGUE 18 Trial: Prasugrel e Ticagrelor sono altrettanto efficaci durante il primo anno dopo l'infarto miocardico
    Fonte: AHA 2017 Scientific Session, Anaheim - California, USA. Questi sono le conclusioni presentate all’AHA da Zuzana Motovska della Charles University di Praga, Repubblica Ceca. Dal momento che i risultati iniziali dello studio multicentrico PRAGUE-18 non hanno evidenziato differenze significative tra due inibitori del P2Y12 (prasugrel e ticagrelor) nel breve termine, il follow-up a lungo termine è stato concentrato su un confronto tra prasugrel e ticagrelor, compresa la sicurezza di uno switch dai farmaci esaminati nello studio a clopidogrel. Un totale di 1.230 pazienti con infarto miocardico acuto (AMI) trattati con PCI sono stati randomizzati in fase acuta a prasugrel o ticagrelor con una durata prevista di trattamento di 12 mesi. L'endpoint combinato era la...leggi la news

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