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Today News
  • L’anemia come fattore di rischio per la nefropatia da contrasto dopo coronarografia
    Fonte: Sreenivasan J et al. Am J Cardiol. Epub ahead of print 2018. doi: 10.1016/j.amjcard.2018.06.012. Il danno renale acuto da mezzo di contrasto, o nefropatia da contrasto (CIN), si associa ad un aumento della mortalità nei pazienti che si sottopongono a studio angiografico delle coronarie. Questo studio retrospettivo ha analizzato l’associazione tra la presenza di anemia, di varia entità, e il rischio di CIN in pazienti sottoposti a coronarografia. Nello studio sono stati inclusi tutti i pazienti sottoposti a coronarografia, con o senza angioplastica, in un ospedale americano di terzo livello nel periodo gennaio 2012-dicembre 2016. La CIN è stata definita come un aumento della creatininemia ≥0.3 mg/dl rispetto al basale, mentre per anemia si...leggi la news
  • Il ruolo dei biomarker come predittori di mortalità nel paziente con fibrillazione atriale
    Fonte: Sharma A. et al. Circulation. Epub ahead of print, June 2018. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.118.034125. Biomarker quali la troponina-T, il fattore di crescita e differenziazione GDF-15, l’NT-proBNP e l’interleuchina 6 (IL-6) sono predittori di eventi cardiovascolari e di mortalità, totale e cardiovascolare, nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) in terapia anticoagulante, ma non è noto se possano essere utili per l’inquadramento prognostico relativamente alle cause specifiche di mortalità. Il trial ARISTOTLE ha arruolato 18.201 pazienti con FA randomizzati a ricevere apixaban o warfarin. In questa analisi sono stati valutati i livelli dei diversi biomarker dosati al momento della randomizzazione in 14 798 pazienti, seguiti in un follow-up di durata mediana di 1.9 anni. Mediante modelli di...leggi la news
  • Il trattamento con statine a lungo termine è notevolmente sicuro con un basso rischio di effetti avversi clinicamente rilevanti
    Fonte: François Mach - European Heart Journal 2018, 39, 27, 2526–2539. I benefici cardiovascolari stabiliti dalla terapia con statine superano di gran lunga il rischio di effetti avversi. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da François Mach, dell'università di Ginevra, Svizzera. I ricercatori hanno voluto valutare obiettivamente le prove di possibili effetti avversi della terapia con statine a lungo termine sull'omeostasi del glucosio, sulla funzione cognitiva, renale ed epatica e sul rischio di ictus emorragico o cataratta. Pertanto è stata eseguita una ricerca bibliografica dal 2000 al 2017. Studi randomizzati controllati (RCT) e studi genetici hanno dimostrano che la terapia con statine è associata ad un modesto aumento del rischio...leggi la news
  • Lo stato civile influenza l’incidenza e la prognosi delle malattie cardiovascolari
    Fonte: Wong CW - Heart. 2018 pii: heartjnl-2018-313005. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Wong CW dell’università di Keele, UK. Dal momento che non è noto come la vita coniugale influenzi l'incidenza delle malattie cardiovascolari (CVD) e la loro prognosi, i ricercatori hanno voluto eseguire una revisione sistematica della letteratura per determinare in che modo lo stato civile modifichi l’incidenza e la prognosi della CVD. E’ stata eseguita una ricerca su MEDLINE e Embase senza restrizioni linguistiche per identificare gli studi che hanno valutato l'associazione tra stato civile e rischio di CVD. Sono stati utilizzati termini di ricerca relativi allo stato civile e CVD e gli studi dovevano essere...leggi la news
  • Cause di morte nei pazienti con sindrome di Marfan
    Fonte: Kristian A Groth - ajc DOI: https://doi.org/10.1016/j.amjcard.2018.06.034. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Kristian A Groth della Aarhus University, Danimarca. La sindrome di Marfan (MFS) è fortemente associata a patologia dell’aorta causando un'alta prevalenza di chirurgia aortica, di dissezione aortica e di morte improvvisa. A tal proposito i ricercatori hanno voluto valutare la mortalità nella popolazione danese in pazienti con MFS diagnosticata secondo i criteri di Ghent II. Dal nationwide Danish MFS register sono stati identificati tutti i pazienti danesi con MFS (n = 412, n = 215 maschile) mediante valutazione delle loro cartelle cliniche. E’ stata quindi stabilita una coorte di controllo di genere e di età...leggi la news

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