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  • Effetti della ranolazina nella cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva: le risposte dello studio RESTYLE- HCM
    Fonte: Iacopo Olivotto - doi: 10.1161/CIRCHEARTFAILURE.117.004124. In questo studio multicentrico, in doppio cieco, di fase 2, 80 pazienti adulti con CMI non ostruttiva (età 53 ± 14 anni, 34 donne) sono stati assegnati in modo casuale a placebo (n = 40) o ranolazina 1000 mg bid (n = 40) per 5 mesi. L'end point primario era la variazione del VO2 di picco rispetto al basale utilizzando il test da sforzo cardiopolmonare. E' stato inoltre valutato il rapporto E / E ' , i livelli di BNP, il profilo arotmico all' Holter 24 ore e la qualità della vita . La ranolazina era sicura e ben tollerata. Complessivamente, non vi era alcuna differenza significativa nel picco...leggi la news
  • Significato dell'ipertroifa del muscolo papillare isolata: confronto dei dati ECG ed ecocardiografici
    Fonte: Namiko Nomura - doi: 10.1111/echo.13789. Di 237 pazienti consecutivi con riscontro di ipertrofia ventricolare sinistra ad un ECG a 12 derivazioni, è stato eseguito un TTE in 101 pazienti che sono poi stati divisi in due gruppi in base alla presenza (gruppo ECG-IVS [strain pos], n = 60) o assenza (gruppo ECG-IVS [strain neg], n = 41) del pattern specifico allo strain. La prevalenza dell'ipertrofia del muscolo papillare al TTE era significativamente più alta nel gruppo ECG-IVS con strain negativo rispetto al gruppo ECG-IVS con strain positivo (P = .0002). Dei 42 casi con ipertrofia del muscolo papillare, 5 casi (12%) hanno mostrato ipertrofia muscolare papillare isolata con geometria normale. I dati dell'ECG sono...leggi la news
  • La fibrillazione atriale si associa ad un aumento del rischio di morte improvvisa
    Fonte: Pattara Rattanawong - doi: 10.1007/s10840-017-0308-9. In questo studio è stata eseguita una revisione sistematica e una meta-analisi per valutare l'associazione tra fibrillazione atriale (FA) e morte cardiaca improvvisa (MCI). Sono stati analizzati 27 studi su 8.401 pazienti affetti da FA e 67.608 controlli sani. Rispetto ai controlli, i pazienti con fibrillazione atriale avevano un rischio significativamente più elevato di MCI nell'analisi complessiva (rapporto di rischio aggregato = 2,04, intervallo di confidenza al 95%: 1,77-2,35, p < 0,01, I2 = 42,66) così come rispetto ai sottogruppi di pazienti con infarto del miocardio o malattia coronarica, insufficienza cardiaca, cardiomiopatia ipertrofica (CMI), sindrome di Brugada e pazienti portatori di pacemaker o ICD. Nell'analisi di sottogruppo aggiustata a...leggi la news
  • Sensibilità diagnostica della RMN nello scompenso a frazione di eiezione preservata
    Fonte: Prathap Kanagala - doi: 10.1186/s12968-017-0424-9. In questo studio 154 pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF) (51% maschi, età media 72 ± 10 anni) sono stati sottoposti a ecocardiografia ed a RMN e rivalutati a 6 mesi di follow up. LA RMN ha rilevato una patologia precedentemente non diagnosticata in 42 pazienti (27%), che avevano caratteristiche di base simili a quelli senza una nuova diagnosi. Queste diagnosi consistevano in: malattia coronarica (n = 20, di cui 14 con infarto "silente"), disfunzione microvascolare (n = 11), cardiomiopatia ipertrofica probabile o definita (n = 10) e pericardite costrittiva (n = 5). Quattro pazienti hanno avuto duplice patologia. Durante il follow-up (623 giorni medi),...leggi la news
  • Riscontri anatomo patologici nei soggetti obesi con morte cardiaca improvvisa
    Fonte: Gherardo Finocchiaro - doi: 10.1177/2047487317751291. Lo scopo dello studio è stato di determinare le caratteristiche principali e le eziologie in una vasta coorte di morti cardiache improvvise che si sono verificati in 212 (20%) soggetti obesi. Nelle vittime di morte cardiaca improvvisa obese i principali risultati post-mortem erano: cuore normale (sindrome di morte aritmica improvvisa) (n = 108; 50%), ipertrofia ventricolare sinistra inspiegata (n = 25; 12%) e malattia coronarica critica (n = 25; 12%). Meno comuni erano la cardiomiopatia ipertrofica (n = 4; 2%) e cardiomiopatia aritmogena ventricolare destra (n = 4; 2%). Rispetto alle vittime di morte cardiache improvvise non obese, la sindrome di morte aritmica improvvisa era meno comune (50% vs...leggi la news

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