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  • Beta-bloccanti e mortalità dopo un infarto miocardico in pazienti senza scompenso cardiaco e senza disfunzione ventricolare sinistra
    Fonte: Tatendashe B. Dondo - J Am Coll Cardiol 69 (22), 2710-2720. 2017 Jun 06 - DOI: 10.1016/j.jacc.2017.03.578. Questo studio epidemiologico britannico ha valutato 179.810 inglesi e gallesi del registro Myocardial Ischaemia National Audit Project, sopravvissuti a un infarto miocardico acuto (IMA), che non presentavano scompenso cardiaco (SC) e/o disfunzione sistolica del ventricolo sinistro (DSVS), fra il 1 gennaio 2007 e il 30 giugno 2013 (follow-up finale il 31 dicembre 2013), al fine di individuare l’impatto della terapia con beta-bloccanti in tale specifica sottopopolazione di pazienti post-IMA. Dei 91.985 pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST e degli 87.915 pazienti con infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST, 88.542 (96,4%) e 81.933 (93,2%)...leggi la news
  • La riduzione della pressione arteriosa sistolica a livelli inferiori agli obiettivi attualmente raccomandati riduce significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e mortalità per tutti i casi
    Fonte: JAMA Cardiol. Published online May 31, 2017. doi:10.1001/jamacardio.2017.1421. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Joshua D. Bundy, della Tulane University di New Orleans, USA. Anche se studi clinici hanno chiaramente documentato che l'abbassamento della pressione arteriosa riduce le malattie cardiovascolari e le morti premature, tuttavia, il target ottimale per la pressione arteriosa sistolica (PAS) è incerto. Pertanto i ricercatori hanno voluto valutare l'associazione dei livelli medi di PAS raggiunti con il rischio di malattie cardiovascolari e mortalità per tutte le cause negli adulti con ipertensione trattata con terapia antipertensiva. Sono stati esaminati i database MEDLINE e EMBASE selezionando studi clinici eseguiti con farmaci antipertensivi. Gli studi dovevano segnalare...leggi la news
  • Nei pazienti in trattamento con aspirina senza utilizzo di inibitori di pompa protonica il rischio a lungo termine di sanguinamento maggiore è più elevato e più marcato nei pazienti di età superiore ai 75 anni
    Fonte: Linxin Li - The Lancet : http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)30770-5. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Linxin Li e Olivia C Geraghty del John Radcliffe Hospital, Università di Oxford, UK. E’ ben nota l’importanza del trattamento anti-piastrinico permanente dopo eventi vascolari ischemici, sulla base di prove condotte principalmente in pazienti di età inferiore ai 75 anni. Tuttavia il sanguinamento gastrointestinale del tratto superiore è una grave complicazione, ma ha avuto una bassa mortalità negli studi condotti con aspirina e non si ritiene generalmente causa di disabilità a lungo termine. Pertanto, anche se la co-prescrizione di inibitori della pompa protonica (PPI) riduce i sanguinamenti gastrointestinali del tratto superiore del 70-90%, il loro...leggi la news
  • Una moderata dose di cioccolato è inversamente associata al rischio di fibrillazione atriale
    Fonte: Elizabeth Mostofsky - Heart http://dx.doi.org/10.1136/heartjnl-2016-310357. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Elizabeth Mostofsky del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, USA. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare l'associazione tra l'assunzione di cioccolato e l'incidenza di fibrillazione o flutter atriale (FA). Il Danish Diet, Cancer, and Health Study è un grande studio di coorte basato su 55.502 partecipanti (26.400 uomini e 29.102 donne) di età compresa tra i 50 ei 64 anni che avevano fornito informazioni sull'assunzione di cioccolato all’arrolamento. I casi di FA sono stati accertati tramite registri nazionali. Durante un follow up medio di 13,5 anni si sono verificati 3.346 casi di FA....leggi la news
  • Mortalità nei pazienti con emorragia intracranica: il trattamento antipiastrinico al momento dell’evento gioca un ruolo?
    Fonte: Khan NI, et al. Stroke. 2017 Jun 8. pii: STROKEAHA.117.016290. doi: 10.1161/STROKEAHA.117.016290. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 28596454 . Sebbene sia noto che l'uso della terapia antipiastrinica è associato ad un aumentato rischio di emorragia intracranica, i dati riguardanti il regime antitrombotico al momento dell'evento e il suo impatto sulla prognosi sono limitati. Questo studio ha analizzato i dati di 82.576 pazienti con emorragia intracranica che non assumevano terapia anticoagulante orale. Al momento dell'evento, il 66% dei pazienti non era in terapia antiaggregante, il 29% assumeva un singolo antiaggregante e il 5% assumeva duplice terapia antiaggregante. Nei pazienti in terapia antiaggregante si è registrato un modesto aumento della mortalità ospedaliera rispetto a coloro...leggi la news

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