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  • Il ruolo prognostico di NT pro-BNP in pazienti ipertesi e diabetici asintomatici in prevenzione primaria: l'impatto di età e sesso. I risultati dello studio PROBE-HF
    Fonte: Clin Res Cardiol. 2016; 105(5):421-31. doi: 10.1007/s00392-015-0937-x. Ballo P. Risulta sempre più chiaro che i pazienti con diabete di tipo 2 possono differire molto in termini di rischio di primo evento cardiovascolare, meno chiaro è come fare a stratificarli. I vari calcolatori del rischio che sono disponibili sono poco maneggevoli, poco accurati, sono in larga misura dipendenti dall'età e tarati su popolazioni "poco vere" in quanto selezionate nei grandi trial clinici ed inoltre non tengono in considerazione dei parametri ecocardiografici, oggi largamente disponibili. Il fattore NT-proBNP sta emergendo come un marcatore di rischio cardiovascolare forte ed indipendente anche in popolazioni senza evidenza di malattia cardiaca. Questo studio si propone di valutare l'efficienza del NT-proBNP...leggi la news
  • Un tessuto adiposo ‘infiammato’ predispone alle malattie cardiovascolari e al diabete
    Fonte: Congresso EASD 2016. Nei pazienti con diabete tipo 2, un tessuto adiposo "mal funzionante" porta ad accumulare grasso in sedi diverse da quelle previste come depositi di energia, come ad esempio il fegato. Questa alterazione permette di individuare soggetti con un profilo di rischio metabolico particolarmente sfavorevole. Lo studio è stato condotto su 65 pazienti obesi o in sovrappeso affetti da diabete tipo 2; tutti sono stati sottoposti ad esami per stimare il grado di secrezione insulinica, il grado di resistenza insulinica a livello sistemico e nel tessuto adiposo (indice ADIPO-IR), quantificazione del grasso sottocutaneo e viscerale, e di quello a livello del fegato e del pancreas attraverso la risonanza magnetica. La forza e...leggi la news
  • Apixaban è superiore a warfarin in termini di efficacia e sicurezza nei pazienti con FA a prescindere dalla funzione renale (normale, ridotta o peggiorata)
    Fonte: Ziad Hijazi, MD, PhD - JAMA Cardiol 2016; DOI:10.1001/jamacardio.2016.1170. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Ziad Hijazi, dell’univerità di Uppsala, Svezia. Partendo dal presupposto che l’insufficienza renale conferisce un aumentato rischio di ictus, sanguinamento e morte nei pazienti con fibrillazione atriale e dal momento che si sa poco sull'efficacia e la sicurezza dell’Apixaban in relazione ai cambiamenti della funzionalità renale nel corso del tempo, i ricercatori hanno voluto valutare le variazioni della funzione renale nel corso del tempo e le loro interazioni con la prognosi nel corso di una media di 1,8 anni di follow-up nei pazienti con fibrillazione atriale randomizzati ad apixaban vs warfarin. Il trial ARISTOTLE...leggi la news
  • Correlazioni genotipo-fenotipo nella Sindrome di Brugada: ruolo della RMN cardiaca
    Fonte: Boris Rudic - Europace (2016) 18 (9): 1411-1419 DOI: http://dx.doi.org/10.1093/europace/euv300 . Lo scopo dello studio è stato quello di valutare una possibile correlazione genotipo-fenotipo nei pazienti con Sindrome di Brugada (SB) e di analizzare la sua possibile associazione con eventi clinici. E’ stata eseguita una RMN in 81 pazienti consecutivi con SB e in 30 controlli sani. I pazienti con una mutazione SCN5A (16 pazienti, 20%) hanno presentato volumi del ventricolo destro significativamente più grandi, insieme ad una più bassa frazione di eiezione, rispetto ai pazienti senza una mutazione o al gruppo di controllo, indice di un fenotipo più grave. Inoltre, i pazienti con mutazione SCN5A mostravano significativamente più spesso un pattern spontaneo di...leggi la news
  • Beta bloccanti e mortalità nei pazienti con IMA senza disfunzione ventricolare sinistra
    Fonte: BMJ 2016; 354 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i4801. Sono stati analizzati 2.679 pazienti con IMA senza insufficienza cardiaca o disfunzione ventricolare sinistra, valutando la mortalità a 30 giorni nei pazienti precocemente trattati (77%) con beta bloccanti (≤ 48 ore di ammissione), ad un anno in quelli con beta bloccanti prescritti in dimissione (80%) , e a cinque anni nei pazienti in terapia da almeno un anno (89%). La mortalità a trenta giorni è stata inferiore nel primo gruppo (hazard ratio aggiustato 0.46, 95% intervallo di confidenza 0,26-0,82), mentre l'hazard ratio per la mortalità uno anno nel secondo gruppo era 0,77 (0,46-1,30). La persistenza di terapia con beta bloccanti ad un anno non è stata associata con una...leggi la news
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