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Prossimi Congressi

15th VENICE ARRHYTHMIAS
Venezia - dal 25/10/2017 al 27/10/2017

38° Congresso Naz.le SIF - Società Italiana di Farmacologia
Rimini - dal 25/10/2017 al 28/10/2017

118° SIMI - Società Italiana di Medicina Interna
Roma - dal 27/10/2017 al 29/10/2017

TCT 2017 - Transcatheter Cardiovascular Therapeutics
Denver - dal 29/10/2017 al 02/11/2017

AHA 2017 - American Heart Association
Anaheim - dal 11/11/2017 al 15/11/2017

31° SISA - Società Italiana per lo Studio della Arteriosclerosi
Palermo - dal 19/11/2017 al 21/11/2017

PLACE - Platform of Laboratories for Advances in Cardiac Experience
Roma - dal 22/11/2017 al 24/11/2017

62° Congresso Nazionale SIGG
Napoli - dal 29/11/2017 al 02/12/2017

EACVI _ European Association of Cardiovascular Imaging
Lisbona - dal 06/12/2017 al 09/12/2017

XXVII Convegno Nazionale SINeG (Società Italiana di NeuroGeriatria)
Catania - dal 14/12/2017 al 15/12/2017

vedi elenco congressi
Today News
  • Descritto un potenziale meccanismo alla base della protezione dalla malattia cardiovascolare nel diabete di tipo 1 mediato dal colesterolo HDL sull’espressione dell’osteocalcina da parte dei monociti circolanti
    Fonte: Maddaloni E, et al. Cardiovasc Diabetol. 2017 Sep 16;16(1):116. PubMed PMID: 28915881. La malattia cardiovascolare è la causa principale di mortalità nel diabete di tipo 1 (T1D). I monociti che esprimono osteocalcina sono stati associati a calcificazione vascolare sia nella popolazione generale che nei diabetici. In questo studio traslazionale vengono descritti i potenziali meccanismi che regolano l’attività calcificante dei monociti. I monociti osteocalcina (OCN)+ sono stati quantificati in una popolazione unica nel suo genere affetta da T1D da ≥50 anni, i Joslin 50-Year Medalists. I soggetti senza storia di malattia cardiovascolare mostravano livelli inferiori di monociti OCN + rispetto ai soggetti con malattia cardiovascolare (13.1 ± 8.4% vs 19.9 ± 6.4%, p=0.02). Inoltre, i...leggi la news
  • Prevenzione dell’ictus con l’aggiunta di ezetimibe alla terapia con statine in pazienti con sindrome coronarica acuta
    Fonte: Bohula EA, et al. Circulation. 2017 [Epub ahead of print] PubMed PMID: 28972004. I pazienti con sindrome coronarica acuta (ACS) sono a rischio elevato di eventi ischemici ricorrenti, incluso l'ictus. L’ezetimibe in aggiunta alla terapia con statine ha migliorato i risultati cardiovascolari di pazienti stabili dopo ACS. In questa analisi dello studio IMPROVE-IT è stata studiata l'efficacia dell'aggiunta di ezetimibe alla simvastatina per la prevenzione di ictus ed altri eventi cardiovascolari avversi, con particolare attenzione ai pazienti con storia di ictus prima della randomizzazione. Nello studio IMPROVE-IT i pazienti post-ACS sono stati randomizzati a ricevere placebo/simvastatina o ezetimibe/simvastatina e seguiti per circa 6 anni. Su 18.144 pazienti, il 3.5% ha avuto almeno un ictus;...leggi la news
  • Il paradosso del peggioramento della funzione renale transitoria nei pazienti con insufficienza cardiaca acuta: il ruolo del BNP e della risposta diuretica
    Fonte: Ruocco Gaetano - Journal of Cardiovascular Medicine: November 2017 - Volume 18 - Issue 11 - p 851–858. Gli autori hanno cercato di esaminare il diverso impatto prognostico del deterioramento della funzione renale persistente/transitoria (incremento della creatinina di almeno 0,3 mg/dl durante l'ospedalizzazione/incremento della creatinina di almeno 0,3 mg/dl entro 72 h e un ritorno ai livelli di base alla dimissione) in 192 pazienti con insufficienza cardiaca acuta rapportando i due fenotipi con il grado di congestione, le alterazioni dei livelli di BNP e la risposta diuretica. I pazienti sono stati seguiti per 6 mesi dopo la dimissione. In totale, 61 pazienti hanno sviluppato una forma persistente e 29 una forma transitoria. I pazienti...leggi la news
  • Rischio cardiovascolare dopo l’ospedalizzazione per sincope inspiegata o ipotensione ortostatica
    Fonte: Yasa E et al. Heart. Epub ahead of print 2017, August 3. doi: 10.1136/heartjnl-2017-311857. Questo studio ha valutato l’impatto dell’ospedalizzazione per sincope inspiegata e ipotensione ortostatica su eventi e mortalità cardiovascolare. E’ stata analizzata una coorte di 30528 pazienti con età media di 58±8 anni, in prevalenza di sesso femminile (60%), nati nel periodo 1923-1950 nella città di Malmö, Svezia (Malmö Diet and Cancer Study). Durante un follow-up di durata media pari a 15±4 anni, 524 (1.7%) e 504 (1.7%) soggetti sono stati ricoverati rispettivamente per episodi sincopali o ipotensione ortostatica, con un numero di ricoveri pari a 1.2/1000 soggetti/anno per ciascuna diagnosi. L’ospedalizzazione per sincope aumentava con l’età (HR per ogni anno 1.07,...leggi la news
  • Stenosi aortica severa low flow/low gradient: prevalenza e outcome
    Fonte: González Gómez A et al. Int J Cardiol. Epub ahead of print 2017, Aug 30. doi: 10.1016/j.ijcard.2017.06.064. Nella pratica cinica non è raro il rilievo di quadri di stenosi aortica definita severa sulla base dell'area valvolare, ma con gradiente medio inferiore a quello atteso, generalmente correlato alla presenza di disfunzione ventricolare sn che determina un flusso transvalvolare ridotto. Tuttavia, un gradiente transvalvolare ridotto può essere osservato anche in pazienti con funzione del ventricolo sn conservata, condizione nota come stenosi aortica severa con "low flow/low gradient" paradosso. Per questo motivo è stata recentemente proposta una nuova classificazione della stenosi aortica, basata sul gradiente pressorio e sul flusso transvalvolare. Questo studio spagnolo ha analizzato prevalenza, caratteristiche...leggi la news

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