Today News
  • Angioplastica coronarica negli ultranovantenni: dati dal registro dei veterani americani
    Fonte: Sawant AC, et al. JACC Cardiovasc Interv. 2017 Jul 10;10(13):1295-1303. Lo scopo di questo studio era quello di determinare le tendenze temporali, le complicanze, la mortalità e i predittori della mortalità tra gli ultranovantenni sottoposti ad angioplastica coronarica. Gli ultranovantenni che si sottopongono ad angioplastica coronarica sono spesso sottorappresentati negli studi clinici e la loro gestione rimane impegnativa e controversa. Sono stati valutati tutti i veterani sottoposti ad angioplastica coronarica con i dati registrati nel programma di valutazione, reportistica e monitoraggio clinico dei veterani dal 2005 al 2014. Sono state valutate le tendenze temporali nell'uso dell'angioplastica coronarica, la comparsa di complicanze intraprocedurali e la mortalità a 30 giorni e ad 1 anno. Tra i...leggi la news
  • Impatto clinico dell’uso della digossina in pazienti con fibrillazione atriale
    Fonte: Eisen A, et al. J Am Heart Assoc. 2017 Jun 30;6(7). Nonostante la mancanza di studi randomizzati la digossina è ampiamente utilizzata nei pazienti con fibrillazione atriale. Tuttavia, sono stati riportati dati conflittuali riguardanti l'associazione con un aumento del rischio di mortalità, forse a causa di fattori confondenti relativi alla presenza di scompenso cardiaco. Utilizzando i dati dello studio ENGAGE AF-TIMI 48 sono stati esaminati i risultati clinici dei pazienti con fibrillazione atriale in trattamento con digossina in base alla presenza di scompenso cardiaco. Il 30% dei pazienti arruolati nello studio assumeva digossina. Tra i pazienti senza scompenso cardiaco, l'uso della digossina era un predittore indipendente di morte cardiaca improvvisa (adj HR 1.51; 95%...leggi la news
  • Eventi clinici in una popolazione contemporanea con la sindrome del QT lungo
    Fonte: Michael J. Ackerman - J Am Coll Cardiol 2017;70:453-462. I ricercatori della Mayo Clinic’s Genetic Heart Rhythm Clinic hanno eseguito questo studio retrospettivo su 606 pazienti con sindrome del QT lungo (SQTL), valutati tutti presso il loro centro fra il gennaio 1999 e il dicembre 2015. Il 47% dei pazienti presentava una SQTL-1, il 34% una SQTL-2 e il 9% una SQTL-3. Sono stati identificati come eventi rilevanti sincopi correlabili con la SQTL, arresto cardiaco abortito, shock appropriato di defibrillatore impiantabile per fibrillazione ventricolare, morte cardiaca improvvisa. In tutto 166 (27%) pazienti erano sintomatici prima della valutazione presso la Mayo Clinic. La mediana dell’età al primo sintomo era 12 anni. Le strategie di trattamento...leggi la news
  • Edoxaban riceve parere positivo dal Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano dell’EMA per l’utilizzo in pazienti sottoposti a cardioversione per fibrillazione atriale
    Fonte: Andreas Goette, MD - DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)31474-X. Il parere favorevole scaturisce dai risultati dello studio ENSURE-AF, il più ampio trial clinico randomizzato con un anticoagulante orale in pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare e sottoposti a cardioversione. I dati hanno dimostrato che il trattamento con l’Edoxaban è un’alternativa altrettanto efficace e sicura al miglior trattamento standard con enoxaparina/warfarin. La rapida azione del’Edoxaban consente, una tempestiva cardioversione ecocardiogramma transesofageo guidata (ETE) già a due ore dall’assunzione dell’anticoagulante, evitando così eventuali ritardi nella procedura (attualmente l’Edoxaban è l’unico anticoagulante orale non antagonista della vitamina K con specifiche istruzioni per una rapida cardioversione entro due ore dalla sua somministrazione, nell’approccio ETE). Il trial ENSURE-AF (EdoxabaN vs. warfarin...leggi la news
  • I pazienti che sopravvivono a un infarto miocardico senza ulteriori eventi durante i primi 12 mesi presentano un alto tasso di eventi ischemici durante gli anni successivi rimarcando come le terapie di prevenzione secondaria dovrebbero essere continuate
    Fonte: Klinikum Ludwigshafen Cardiol Ther. 2017. doi: 10.1007/s40119-017-0093-7. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Klinikum Ludwigshafen dell’Institut für Herzinfarktforschung di Ludwigshafen, Germania. Essendo scarsi i dati relativi ai trattamenti e agli eventi ischemici nei pazienti che sopravvivono ad un infarto del miocardio senza eventi per almeno 12 mesi, i ricercatori hanno eseguito una analisi retrospettiva su pazienti che hanno avuto un infarto miocardico da 1 a 3 anni prima con almeno 12 mesi senza eventi. I pazienti dovevano avere almeno un fattore di rischio elevato. Sono stati inoltre confrontati i pazienti con STEMI versus pazienti con NSTEMI. Sono stati inclusi complessivamente 666 pazienti, 342 con STEMI e 324 con...leggi la news

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