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Top News 2018
  • Effetti dell'ottimizzazione della terapia medica sulla sopravvivenza dei pazienti con scompenso cardiaco sottoposti ad impianto di defibrillatore o resincronizzazione
    Fonte: Massoullié G et al. Am J Cardiol. 2018 15;121(6):725-730. doi: 10.1016/j.amjcard.2017.12.013. Nei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione d'eiezione, la prognosi è migliore se la terapia medica viene ottimizzata in accordo con le raccomandazioni fornite dalle linee guida. Tuttavia, ci sono poche evidenze al riguardo, in riferimento ai pazienti sottoposti ad impianto di defibrillatore (ICD) o a terapia di resincronizzazione (CRT), nei quali spesso la terapia prescritta non è quella ottimale. Questo studio retrospettivo ha analizzato l'impatto dell'ottimizzazione della terapia medica in 378 pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione d'eiezione sottoposti ad impianto di ICD (n=243) o CRT (n=135) nel periodo gennaio 2009-dicembre 2014, valutando l'ospedalizzazione per scompenso e la sopravvivenza a...leggi la news
  • Le statine riducono la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione d'eiezione conservata senza cardiopatia ischemica
    Fonte: Tsujimoto T et al. Int J Cardiol. 2018 15;255:111-117. doi: 10.1016/j.ijcard.2017.12.109. Il trattamento con statine trova indicazione in numerose malattie cardiovascolari, tuttavia due ampi trials hanno dimostrato che non modifica l'outcome dei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione d'eiezione (FE), indipendentemente dalla presenza di cardiopatia ischemica. Al contrario, alcuni studi osservazionali hanno mostrato che le statine riducono la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco a FE conservata, anche se è possibile che questo risultato sia legato a comorbosità che beneficiano del trattamento con statina. In questo studio sono stati analizzati i dati del trial multicentrico internazionale TOPCAT (Treatment of Preserved Cardiac Function Heart Failure with an Aldosterone Antagonist), al fine di valutare se...leggi la news
  • I livelli sierici di osteopontina sono predittori di eventi cardiovascolari maggiori nei pazienti con stenosi carotidea severa
    Fonte: Carbone F et al. Int J Cardiol 2018 Mar 15;255:195-199. doi: 10.1016/j.ijcard.2018.01.008. E’ noto che l’infiammazione rappresenta uno dei principali determinanti dell’evoluzione della placca ateromasica verso una condizione di instabilità, caratterizzata da un maggior rischio di trombosi e rottura. Il ruolo di alcuni mediatori dell’infiammazione (citochine, cellule infiammatorie …) è ben noto, ma sono in corso studi finalizzati a valutare possibili marker sierici o intra-placca. L’osteopontina (OPN) è una fosfoproteina responsabile dell’interazione con recettori di superficie, inizialmente descritta nelle cellule del tessuto osseo e successivamente riscontrata in numerose altre cellule, soprattutto del sistema immunitario. Diversi studi hanno dimostrato che l’OPN è coinvolta nel processo di aterogenesi, ma il suo ruolo è ancora controverso. Questo...leggi la news
  • Impatto prognostico di aritmie di nuova insorgenza nei pazienti sottoposti a TAVI: risultati di una review e metanalisi
    Fonte: Siontis GCM et al. Heart. Epub ahead of print 2017. doi: 10.1136/heartjnl-2017-312310. Questa metanalisi ha valutato la prevalenza e l’impatto clinico degli eventi aritmici che si presentano dopo la sostituzione valvolare aortica transcatetere (TAVI). Sono stati identificati tutti gli studi pubblicati entro il 15 marzo 2017 che descrivevano aritmie insorte dopo la TAVI (diverse dai disturbi della conduzione atrioventricolare), al fine di valutarne la prevalenza e l’impatto su mortalità ed eventi cerebrovascolari. Sono stati analizzati 65 studi, per un totale di 43 506 pazienti, con una media di 235 pazienti/studio (IQR 120-708); di questi, 31 riportavano nel dettaglio le modalità di rilevazione dell’aritmia, rappresentate principalmente dalla rivalutazione dei tracciati ECG eseguiti ai vari follow-up....leggi la news
  • L'associazione sacubitril/valsartan riduce le aritmie ventricolari nei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione di eiezione
    Fonte: De Diego Carlos et al. Heart Rhythm. Epub ahead of print, 2017. doi: 10.1016/j.hrthm.2017.11.012. I dati disponibili in letteratura dimostrano che l'associazione sacubitril/valsartan riduce la mortalità, compresa la morte cardiaca improvvisa, nei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione d'eiezione (FE), mostrandosi superiore al trattamento con il solo enalapril. Infatti, i livelli dei peptidi natriuretici, che riflettono lo stress di parete del miocardio, sono predittori indipendenti di aritmie ventricolari sostenute e di shock appropriati del defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD). Questo studio ha confrontato l'associazione sacubitril/valsartan e il trattamento con il solo sartano o ACE-inibitore, analizzandone gli effetti sulle aritmie ventricolari in pazienti con scompenso cardiaco a ridotta FE portatori di ICD. Sono stati arruolati...leggi la news

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