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Today News
  • Predittori di recidiva sincopale nei pazienti con sindrome senocarotidea sottoposti ad impianto di pacemaker
    Fonte: Rivasi et al. Int J Cardiol 2018 Sep 1;266:119-123. doi: 10.1016/j.ijcard.2018.03.144. La diagnosi di sindrome senocarotidea viene posta quando il massaggio dei seni carotidei provoca un’asistolia di almeno 3 secondi (risposta cardioinibitoria) e/o una riduzione della pressione sistolica di almeno 50 mmHg (risposta mista o vasodepressiva), con riproduzione della sincope spontanea. L'impianto di pacemaker (PM) rappresenta il trattamento di scelta per le forme cardioinibitorie e miste, ma è noto che circa il 20% dei pazienti continua a riferire recidive sincopali anche dopo l’impianto. Questo studio ha analizzato l'incidenza e i predittori di recidiva sincopale, in un'ampia casistica di pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker per sindrome senocarotidea con prevalente risposta cardioinibitoria. E' stata condotta...leggi la news
  • L'escrezione urinaria di Titina come predittore di mortalità nella cardiomiopatia dilatativa
    Fonte: Yoshihisa A et al. Am J Cardiol. 2018 May 15;121(10):1260-1265. doi: 10.1016/j.amjcard.2018.01.046. La Titina è una proteina sarcomerica del miocardio che svolge numerose funzioni, tra cui la stabilizzazione delle proteine contrattili e il mantenimento della tensione e dell'elasticità della fibrocellula. E' coinvolta nei processi di irrigidimento ed ipertrofia del muscolo cardiaco e in alcune cardiopatie quali la cardiomiopatia dilatativa, in cui sono state individuate mutazioni del gene codificante per la Titina. In particolare, nel miocardio danneggiato il frammento N-terminale della titina (N-Titina) è sottoposto a clivaggio da parte della calpaina-3 e successivamente escreto nelle urine, pertanto i livelli urinari di N-Titina potrebbero rappresentare un marker di danno sarcomerico. Questo studio ha analizzato l'associazione tra...leggi la news
  • Dispnea associata a trattamento con ticagrelor: quando l'esordio è tardivo
    Fonte: Lombardi N et al. J Cardiovasc Med 2018 Jun;19(6):284-289. doi: 10.2459/JCM.0000000000000656. Ticagrelor è un antiaggregante piastrinico inibitore del recettore P2Y12, utilizzato nel trattamento del paziente con sindrome coronarica acuta. Ticagrelor è generalmente ben tollerato, ma è noto che in alcuni pazienti può determinare l'insorgenza di dispnea, che spesso causa l'interruzione del trattamento. La dispnea associata a ticagrelor compare in genere precocemente dopo la prima somministrazione del farmaco, ma sono stati descritti anche alcuni casi in cui i sintomi si sono manifestati settimane o mesi dopo la dimissione del paziente (dispnea ad esordio tardivo). Lombardi e colleghi hanno condotto uno studio di popolazione su oltre 850 000 soggetti residenti nell'area metropolitana di Firenze, al fine...leggi la news
  • Vi è un basso rischio di infarto miocardico in pazienti trattati con dabigatran
    Fonte: An-HuaWei - Int j card 2018 267, 1-7 . Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da An-HuaWei della Huazhong University di Wuhan, Cina. Dal momento che non è noto se se l'uso del dabigatran sia associato ad un aumentato rischio di infarto miocardico gli studiosi hanno eseguito una ricerca su database (Medline, Embase, database Cochrane Library e il sito Web ClinicalTrials.gov) esaminando trial clinici che valutavano l’infarto miocardico e studi osservazionali su database a livello nazionale che riportavano l’HR con il trattamento con dabigatran. Sono stati individuati 24 studi comprendenti 588.047 pazienti (44.856 pazienti in 14 studi randomizzati e 543.191 pazienti in 10 studi osservazionali), tra cui 222.352 (37,8%)...leggi la news
  • In una popolazione che non ha ricevuto terapia antiaggregante piastrinica, è stato stimato il rischio annuale di eventi emorragici maggiori e sanguinamento maggiore non fatale
    Fonte: Vanessa Selak - JAMA. 2018;319(24):2507-2520. Nell’iniziare la terapia con aspirina in prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari (CVD) è essenziale considerare sia i benefici del trattamento che i rischi. Il danno più significativo associato all'aspirina è il sanguinamento maggiore, tuttavia vi è una scarsità di dati sul rischio di sanguinamento in particolari popolazioni. A tal riguardo i ricercatori, coordinati da Vanessa Selak dell’università di Auckland, Nuova Zelanda, hanno voluto determinare il rischio di sanguinamento maggiore tra le persone senza CVD che non assumevano una terapia antipiastrinica. E’ stato eseguito uno studio di coorte prospettico su 359.166 persone di età compresa tra 30 e 79 anni in Nuova Zelanda che hanno avuto una valutazione del rischio...leggi la news

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