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  • Personalizzare il trattamento antiaggregante in base al rischio individuale: risultati dello studio PLATO
    Fonte: Francesco Franchi et al, Journal of the American Heart Association. 12 Mar 2019 https://doi.org/10.1161/JAHA.118.011139 . Ci sono dati limitati su come la combinazione di diabete mellito e malattia renale cronica influisca sugli eventi cardiovascolari e sulla risposta a diversi antagonisti dei recettori P2Y12. Gli autori di una recente pubblicazione su Journal of the American Heart Association hanno condotto una analisi post hoc dello studio PLATO (Platelet Inhibition and Patient Outcomes) per elucidare questo aspetto. In questo studio, che ha randomizzato pazienti con sindrome coronarica acuta ad assumere ticagrelor o clopidogrel, i partecipanti sono stati classificati in 4 gruppi in base alla presenza di diabete e malattia renale cronica (entrambe le condizioni: n = 1.058;...leggi la news
  • Nella cardiomiopatia non ischemica, l’ICD in prevenzione primaria riduce la mortalità solo nei pazienti con “scars” ventricolari
    Fonte: Gutman SJ et al. Eur Heart J. 2019 Feb 7;40(6):542-550. doi: 10.1093/eurheartj/ehy437. Nei pazienti con cardiomiopatia di origine non ischemica, il ruolo del defibrillatore impiantabile (ICD) in prevenzione primaria e i relativi benefici sulla mortalità sono ancora molto discussi. La risonanza magnetica (RM) cardiaca consente di individuare aree di fibrosi (“scars”) del ventricolo sinistroche sono associate ad un maggior rischio di aritmie maligne in questi pazienti. Pertanto, lo scopo di questo studio era quello di determinare l’impatto delle “scars” ventricolari sui benefici dell’impianto di ICD in prevenzione primaria nei pazienti con cardiomiopatia non ischemica. Nello studio sono stati arruolati 452 pazienti consecutivi affetti da scompenso cardiaco non ischemico in classe NYHA II/III e con...leggi la news
  • Terapia del paziente con scompenso cardiaco a ridotta frazione d’eiezione: attenzione ai farmaci potenzialmente dannosi!
    Fonte: Alvarez PA et al. Am J Cardiol. Epub ahead of print 2019, Feb 10. doi: 10.1016/j.amjcard.2019.01.052. Le linee guida indicano chiaramente alcuni farmaci che possono causare o esacerbare un quadro di scompenso cardiaco (SC) e raccomandano di evitarne l’utilizzo nei pazienti con diagnosi di SC a frazione d’eiezione ridotta. Alvarez e colleghi hanno condotto uno studio di coorte retrospettivo finalizzato a indagare la prevalenza nel periodo 2011-2014 di prescrizioni potenzialmente dannose nei pazienti con diagnosi di SC a frazione d’eiezione ridotta. La lista dei farmaci potenzialmente dannosi è stata definita in base alle raccomandazioni dell’American Heart Association. Su 40.966 pazienti inclusi nell’analisi, il 24.2% (n=9.954) era in trattamento con almeno un farmaco potenzialmente capace...leggi la news
  • Valore prognostico del BNP nei pazienti con stenosi aortica grave ma asintomatica
    Fonte: Nakatsuma K et al. Heart 2019;105:384-390. doi: 10.1136/heartjnl-2018-313746. Ad oggi, l’indicazione al trattamento della stenosi aortica grave viene posta principalmente in base alla presenza dei sintomi. Tuttavia, talvolta può essere difficile correlare con la valvulopatia sintomi aspecifici quali la dispnea e l’affaticabilità; inoltre, complesso è l’inquadramento dei sintomi in quei pazienti con limitata autonomia funzionale. Per questi motivi, sarebbe utile disporre di biomarker per la stratificazione del rischio dei pazienti con stenosi aortica severa. In questo studio Nakatsuma et al. hanno valutato il possibile ruolo prognostico del peptide natriuretico di tipo B (BNP) a partire dai dati del registro multicentrico giapponese CURRENT AS (Contemporary outcomes after sURgery and medical tREatmeNT in patients with severe...leggi la news
  • L’aspirina in prevenzione primaria: quali sono i rischi e i benefici? Risultati di una review e metanalisi
    Fonte: Zheng SL et al. JAMA. 2019 Jan 22;321(3):277-287. doi: 10.1001/jama.2018.20578. Negli ultimi anni si è osservata una progressiva riduzione della prescrizione di aspirina (ASA) nei pazienti senza storia di eventi cardiovascolari. Infatti, i benefici della somministrazione in prevenzione primaria sono attualmente molto discussi, in quanto un numero crescente di studi ha mostrato un rapporto rischio/beneficio non favorevole. Nell’ambito di questo dibattito, Zheng e colleghi propongono una review e metanalisi finalizzata ad indagare l’associazione tra la somministrazione di ASA e gli eventi cardiovascolari ed emorragici in pazienti senza storia di malattia cardiovascolare. Nella metanalisi sono stati inclusi trials randomizzati controllati pubblicati entro il 1 novembre 2018 condotti su almeno 1.000 partecipanti e con un follow-up...leggi la news

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