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LDL REDUCTION: IT’S EXTRAORDINARY!

Presentati all’AHA di New Orleans i dati sul nuovo inibitore del PCSK9, evolocumab.

Tra i farmaci emergenti in ambito cardiovascolare non si possono non citare gli inibitori dei PCSK9 (proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9) e, nell’ambito della sessione scientifica del 2016 dell’American Heart Association, non si può non riferire su un trial che ha esaminato tali farmaci: il GLAGOV Trial (GLobal Assessment of plaque reGression with a PCSK9 antibOdy as measured by intraVascular ultrasound) in cui è stata valutata la regressione dell’ateroma mediante IVUS in pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Il trial è stato presentato da Steven Nissen (Cleveland Clinic, OH) e, contemporaneamente, pubblicato online sul Journal della American Medical Association (JAMA). Nissen ha sottolineato, al termine della presentazione, che “anche se dobbiamo aspettare gli studi clinici, sapere per certo (mediante IVUS) che il trattamento con tale farmaco permette la riduzione della placca è un dato di particolare rilievo”. “In questo trial è la prima volta che si vede ciò che accade nell’arteria con livelli di LDL-C particolarmente bassi, e penso che possiamo dire che lo studio GLAGOV fornisce la dimostrazione che i benefici clinici di abbassare LDL possano estendersi anche a livelli più bassi di 20 mg/dL”. Lo studio ha mostrato una riduzione media di circa l’1% del volume dell’ateroma dopo 18 mesi di trattamento con Evolocumab aggiunto alla terapia con statine, e circa i due terzi dei pazienti hanno mostrato la regressione della placca (Figura 1). Raul Santos (InCor dell’Università di San Paolo, Brasile), discussant dello studio, ha dichiarato: “Questo studio conferma il ruolo di LDL-C nella modificazione dell’aterosclerosi e suggerisce che siamo all’inizio di una nuova era nella gestione dei lipidi. Questi sono i livelli di LDL più bassi visti in qualsiasi studio fino ad oggi in cui è stato utilizzato l’IVUS e sono associati con una riduzione dell’1% del volume dell’ateroma. Tuttavia, il 35% dei pazienti in trattamento con Evolocumab aveva ancora la progressione dell’ateroma, suggerendo che, oltre alle LDL, dovrebbero essere coinvolti altri...continua a leggere

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