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Background del meeting

I meccanismi dell’infiammazione costituiscono un comune denominatore di tutte le malattie croniche. “La risposta infiammatoria non è di per sé negativa, anzi è il modo in cui l’organismo risponde ad un insulto che gli viene dall’esterno”, ha detto Berry Sears, Presidente dell’Inflammation Research di Boston. ”Il problema è quando questo meccanismo non si riesce a bloccare, quando andando oltre le necessità, non riusciamo staccare la spina”. Negli anni 50 due illustri patologi, Rudolf Virchow e Carl von Rokitansky, hanno dibattuto, con visoni diverse, del ruolo primario e/o secondario dell’infiammazione quale meccanismo patogenetico dell’aterosclerosi, in controtendenza con l’ipotesi dominante esclusivamente “lipidica”. Più recentemente, questo dibattito si è esteso al possibile ruolo del processo infiammatorio nella genesi di molte patologie cardiache, da quelle più comuni e conosciute a quelle meno frequenti e di origine più incerta. Solo i recenti progressi dell’immunologia laboratoristica e clinica hanno consentito di svelare molti dei meccanismi patogenetici legati ai processi immunitari ed alla risposta flogistica che questi attivano nel cuore, dimostrando il loro ruolo attivo nello sviluppo del danno biologico che porta alla manifestazione della patologia cardiaca sia che venga espressa dalle turbe del ritmo e/o dal danno funzionale della pompa. Al riguardo, solo da poco è stato riconosciuto che l’estensione e la durata dell’infiltrato leucocitario nell’area di necrosi dell’infarto miocardico acuto correla in modo lineare non solo con il danno ventricolare, ma anche e con maggiore evidenza, con l’attesa di vita nel del paziente. Questo dato ci impone di considerare con minore superficialità la durata e l’entità della risposta leucocitaria che siamo abituati ad osservare nel postinfarto. Del pari in altri ambiti patologici, anche eterogenei, gli esempi si moltiplicano, essi vanno dalla risposta infiammatoria nella placca ateromasica ulcerata che attiva la formazione del trombo endo-vascolare, alla reazione flogistica presente nella parete vascolare arteriosa che, col tempo, ne compromette la proprietà elastica, portando alla rigidità di parete tipica dell’iperteso anziano. Si tratta della frequente condizione che porta all’esordio dell’insufficienza cardiaca a frazione d’eiezione preservata. Tra le diverse tipologie di danno...continua a leggere

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