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Accumulo di amiloide Aß nei cuori di pazienti con malattia di Alzheimer

Fonte: J Am Coll Cardiol 2016;68:2395-2407 - Troncone L.

Troncone e colleghi hanno recentemente individuato caratteristiche molecolari e anatomopatologiche simili fra scompenso cardiaco (SC) e malattia di Alzheimer (MA), che sono andate ad aggiungersi a osservazioni precedenti relative ad analoghi profili epidemiologici e genetici, caratteristiche biochimiche sovrapponibili e trigger comuni per le due patologie, la cui coesistenza nella popolazione occidentale sempre più anziana costituisce una vera emergenza in termini di salute pubblica. Non è chiaro, per il livello delle nostre conoscenze attuali, se il deterioramento cognitivo possa essere correlato allo SC per difetti di perfusione, angiopatia, e/o meccanismi infiammatori, e se d’altra parte i pazienti con MA presentino una disfunzione miocardica da caratterizzare. In questo studio, Troncone e colleghi valutano se nei cuori di pazienti con una diagnosi primaria di MA siano presenti aggregati di proteina amiloide beta (Aß), tali da danneggiare la funzione cardiaca. In dettaglio, essi hanno esaminato in maniera retrospettiva la funzione cardiaca e i depositi di frammenti di Aß in cuore e cervello di pazienti con una diagnosi primaria di MA, in confronto con soggetti di controllo. La valutazione ecocardiografica della funzione miocardica in tali soggetti ha suggerito che i pazienti con MA si presentavano con una disfunzione diastolica; allo stesso modo che nel cervello, anche nel cuore dei pazienti con diagnosi primaria di MA, erano presenti depositi di Aß40 e Aß42. Questo è il primo lavoro che documenta la presenza di un’alterazione della funzione miocardica e di depositi intramiocardici di proteina Aß nei pazienti con MA: l’osservazione apre la strada a scenari nuovi, in cui la MA può essere vista come una malattia sistemica, oppure come una patologia che metastatizza, con una conseguente insufficienza cardiaca, e probabilmente anche multiorgano. Una prospettiva del genere implica la necessità di ripensare approcci diagnostici e terapeutici per le patologie cerebrali e cardiache, e per la loro combinazione.

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