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Quando aggiungere una terapia ipolipemizzante diversa dalle statine: un approccio quantitativo

Fonte: J Am Coll Cardiol 2016;68:2412-2421 - Robinson JG.

A seguito dei costi e delle relative incertezze circa i benefici di trattamenti ipolipemizzanti diversi dalle statine, Robinson e colleghi hanno realizzato una rassegna sistematica di analisi per sottogruppi di trial randomizzati e studi osservazionali su trattamenti ipolipemizzanti, al fine di determinare il rischio assoluto stimato a 10 anni di malattia cardiovascolare aterosclerotica (MCVAT) e di classificare ulteriormente i pazienti come a rischio alto e a rischio molto alto; essi hanno utilizzato la riduzione del rischio relativo per l’aggiunta di un farmaco diverso dalle statine mirato alla riduzione del colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (C-LDL), al fine di calcolare il number needed to treat (NNT) per prevenire 1 evento di MCVAT a 5 anni per ciascun gruppo di pazienti. Il rischio di MCVAT a 10 anni è almeno pari al 30% (rischio molto elevato) per i partecipanti in terapia con le statine con una MCVAT clinica e comorbilità, e fra il 20% e il 29% (rischio elevato) per i partecipanti con MCVAT senza comorbilità o con ipercolesterolemia familiare eterozigote. L’aggiunta dell’ezetimibe, con l’obiettivo di ridurre il C-LDL del 20%, comporterebbe un NNT a 5 anni ≤ 50 per i pazienti a rischio molto elevato con un C-LDL ≥ 130 mg/dl, e per i pazienti a rischio elevato con un C-LDL ≥ 190 mg/dl, e un NNT ≤ 30 per i pazienti a rischio molto elevato con livelli di C-LDL ≥ 160 mg/dl. L’aggiunta di un anticorpo monoclonale per PCSK9, con l’obiettivo di ridurre il C-LDL di almeno il 50% comporterebbe un NNT ≤ 50 per i pazienti a rischio molto elevato e per i pazienti a rischio elevato con livelli di C-LDL ≥ 70 mg/dl, e un NNT ≤ 30 per i pazienti a rischio molto alto e a rischio alto con un C-LDL ≥ 130 mg/dl. In conclusione, l’aggiunta dell’ezetimibe o di anticorpi monoclonali per PCSK9 alla terapia con una statina alla dose massima tollerata può avere un favorevole profilo costo-efficacia nei pazienti a rischio molto alto e a rischio alto, a seconda dei livelli basali di C-LDL.

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