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E se il cuore corre troppo? Nuovi dati dal VALUE

Fonte: ASH 2010 Scientific Meeting.

Interessante news dallo Scientific Meeting dell'American Society of Hypertension (ASH) svoltosi la settimana scorsa. Una nuova analisi dello Studio VALUE (Valsartan Antihypertensive Long-Term Use Evaluation) ha mostrato come una frequenza cardiaca elevata (>80 bpm) sia un potente predittore di eventi cardiovascolari in pazienti con ipertensione arteriosa ad alto rischio. Ricordiamo che il trial VALUE, apparso 6 anni fa, ha mostrato in 15245 pazienti la sostanziale equivalenza nel gruppo trattato con Valsartan ed in quello trattato con Amlodipina nel ridurre gli end point primari di mortalità e morbilità cardiovascolare in pazienti ipertesi con almeno un altro fattore di rischio. La nuova analisi ha dimostrato che una frequenza di base > 80 bpm e/o un incremento della FC maggiore a 10 battiti dalla FC basale (determinata tramite ECG seriati) sono potenti predittori di eventi cardiovascolari. Per contrastare la tachicardia si è dibattuto delle varie opzioni terapeutiche. Sembra che i beta bloccanti non siano i farmaci da preferire per la loro tendenza ad aumentare la pressione centrale e causare il diabete (recente analisi dall'ASCOT). Altri potenziali agenti potrebbero essere Calcio-antagonisti come Verapamil o bradicardizzanti come Ivabradina.
Che sia già tempo di aggiornare le Linee Guida?


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