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Caro, vecchio D-Dimero..

Fonte: JACC 2010;55:2225-2231.

Piccolo studio, monocentrico, prospettico, osservazionale, pubblicato in una grande rivista. Piccolo perchè riguarda " solo" 269 pazienti, ma l'argomento sembra davvero molto iteressante (e questo spiega la grande rivista). Lo scopo dello studio è stato di valutare se un aumento persistente dei valori di D-Dimero (definiti come valori ematici maggiori di 0.5 µg/ml) in pazienti in fibrillazione atriale ed in terapia anticoagulante orale, determinasse un più alto rischio di eventi tromboembolici o eventi cardiovascolari (emorragie cerebrali, infarto miocardico e morte cardiovascolare) rispetto ad un livello di D-Dimero nella norma. Ebbene, durante il follow-up di oltre un anno, nel gruppo dei pazienti con elevato D-Dimero (il 23% del campione) si sono avuti sia più eventi tromboembolici (p < 0.01, hazard ratio:15.8; IC 95%: da 3.33 a 75.5) che di eventi cardiovascolari (p < 0.01, hazard ratio: 7.64; IC 95%: da 3.42 a 17.1). Gli Autori hanno concluso che il vecchio e caro D-Dimero sia un indice utile e a basso costo per individuare un setting di pazienti ad elevato rischio. Aspettando trial randomizzati....

Titolo Originale: Evidence That D-dimer Levels Predict Subsequent Thromboembolic and Cardiovascular Events  in Patients with Atrial Fibrillation during Oral Anticoagulant Therapy

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