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Un hot dog al giorno …aumenta il rischio di cardiopatia e diabete

Fonte: Circulation. 2010;121:2271-2283

I ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, guidati dalla dott.ssa Renata Micha, dopo aver valutato tutti i trial pubblicati nel mondo che esaminavano la relazione tra consumo di carne e il rischio di malattie cardiache, diabete ed ictus, hanno identificato 20 studi rilevanti (i soggetti arruolati complessivamente negli studi erano circa 1 milione in 10 paesi di quattro continenti). Dopo aggiustamento multivariato, hanno riscontrato che l'assunzione di 100 g al giorno di carne rossa non elaborata  maiale o manzo- non è stata associata con malattia cardiovascolare (quattro studi) o diabete mellito (cinque studi). Al contrario, il consumo di carni lavorate (carni conservate mediante l'affumicatura, la salatura o come salsicce, pancetta e salame) è stato associato ad aumento del rischio di malattia cardiovascolare (cinque studi: rischio relativo per 50 g di carne al giorno = 1,42  p = 0.04) e diabete (sette studi: rischio relativo per 50 g di carne al giorno = 1,19  p <0,001). In altre parole, mangiare 50 g di carne rossa lavorata al giorno, l'equivalente di un tipico Hot Dog o di 2 fette di salume, è stato associato ad un aumento del rischio di malattia cardiaca superiore del 42% e di un aumento del rischio di diabete del 19%. Mentre il consumo di carne rossa e di carne elaborata non è stata associata ad ictus (tuttavia, solo tre studi hanno valutato questa relazione). I ricercatori hanno spiegato che le linee guida alimentari consigliano di mangiare meno carni rosse, ma che tali indicazioni sono in gran parte basate sul riscontro di grassi saturi e di colesterolo nelle carni. Tuttavia, è documentato come carni rosse e salumi presentino simili quantità di grassi saturi e colesterolo, ma la carne rossa lavorata contiene circa quattro volte la quantità di sodio e il 50% in più di conservanti rispetto alla carne non lavorata: è probabile che il sale e gli altri conservanti possano spiegare il rischio aumentato che è stato trovato per le carni lavorate.

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