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TAVI e Cervello.. Che binomio!!!!

Fonte: EuroPCR 2010

Che il tema sia bello caldo lo sappiamo tutti.. In ogni Congresso ormai si parla di TAVI e anche il nostro giornale se ne è interessato (vedi articolo "A tutta velocità con la TAVI" sull'ultimo numero di CardioLink). Nell'articolo si era sottolineato che la metodica transfemorale era gravata da un importante embolismo cerebrale anche se per lo più asintomatico. In effetti, si era in attesa di uno studio che andasse a verificare l'embolismo cerebrale con la metodica transapicale per meglio comprendere l'importanza di embolismo durante il passaggio a livello dell'arco aortico e dell'aorta ascendente con grossi cateteri. Ebbene, all'EuroPCR è stato presentato uno studio canadese che ha confrontato, mediante risonanza magnetica (RM) e test di valutazione del grado cognitivo, l'incidenza di eventi cerebrali con entrambe le metodiche (tranfemorale e transapicale). Per questo studio Rodés-Cabau e Coll. hanno eseguito la RM a tutti i partecipanti entro 24 ore dalla TAVI ed entro i successivi 6 giorni. Le protesi usate sono state di due tipi: la Sapien e la Sapien XT. I risultati sono stati i seguenti: nelle prime ore post procedurali, la RM ha identificato nuove lesioni cerebrali nel 66% dei pazienti sottoposti a procedura transfemorale (29 pazienti) e nel 71% dei pazienti sottoposti a TAVI transapicale (31 pazienti), dato non statisticamente significativo. Tuttavia, il numero di lesioni è stato doppio nel gruppo transapicale rispetto al gruppo transfemorale (168 vs 83). La maggior parte delle lesioni aveva un diametro inferiore ad un cm, con una distribuzione uniforme nei due emisferi cerebrali. Tuttavia, l'incidenza di stroke clinicamente significativa è stata del 3.3% senza significatività tra i gruppi. Anche la determinazione dello stato cognitivo dei pazienti non ha subito variazioni di rilievo. Forse il messaggio più importante di questo pur piccolo studio è che allo stato attuale l'approccio transapicale non protegge più di tanto dall'embolismo cerebrale come si pensava e pertanto le due metodiche appaiono, da tale punto di vista, sovrapponibili. Servono certamente studi con campioni di popolazione più grandi per capire bene l'impatto dell'embolismo cerebrale in questi pazienti.

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