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Trattamento anticoagulante: è possibile predire il rischio di sanguinamento?

Fonte: European Heart Journal 2010; 31 (10): 1257-1265.  

E' possibile sviluppare un punteggio per quantificare il rischio di sanguinamento in pazienti ambulatoriali con o a rischio di aterotrombosi? Un gruppo di ricercatori ha studiato i pazienti del Registro di sistema REACH, una coorte di 68.236 pazienti con / a rischio di aterotrombosi. L'obiettivo dello studio era verificare l'incidenza di grave sanguinamento (non-fatale o ictus emorragico, emorragie che necessitavano di ricovero ospedaliero e trasfusione) per un periodo di 2 anni. Da una coorte finale di 56.616 pazienti, 804 (1,42%, intervallo di confidenza 95% 1,32-1,52) hanno mostrato episodi di sanguinamento severo tra il basale e i 2 anni di follow up. È stato costruito un punteggio (0-23 punti) in base a nove voci (età, malattia arteriosa periferica, insufficienza cardiaca congestizia, diabete, ipertensione, fumo, antiaggreganti, anticoagulanti orali, ipercolesterolemia). L'incidenza di sanguinamento a 2 anni è stato: 0,46% per un punteggio d6; 0,95% per un punteggio fra 7 e 8; 1,25% per un punteggio fra 9 e 10; 2,76% quando il punteggio era e 11. In conclusione, il rischio di sanguinamento appare notevolmente aumentato per un punteggio >10. Questo metodo è in grado di aiutare i medici nel predire il rischio di sanguinamento grave e prendere decisioni sulla terapia antitrombotica nei pazienti ambulatoriali.

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