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Qual è il ruolo dei nuovi marcatori di rischio?

Fonte: Circulation. 2010;121:2388-2397.

La valutazione del rischio cardiovascolare basato sulla rilevazione dei cosiddetti fattori di rischio "classici" sembra non spiegare completamente la distribuzione del rischio nella popolazione generale. Al fine di migliorare la stima del rischio sono stati via via proposti nuovi marcatori di rischio da associare a quelli classici. Allo scopo di valutarne la reale validità, lo studio MORGAM ha riportato come in due coorti di 7.915 (FINRISK97) e di 2.551soggetti (Belfast PRIME) le più forti associazioni tra rischio e biomarcatori erano relative all' N-terminal pro-brain natriuretic peptide (1.23), la proteina C-reattiva (1.23), il B-type natriuretic peptide (1.19) e la troponina I ad elevata sensibilità (1.18). La creazione di uno score di rischio che includesse questi biomarcatori migliorava la stima del rischio di eventi cardiovascolari a 10 anni nelle popolazioni studiate.

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