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Dalla culla...alla malattia cardiovascolare!

Fonte: Circulation.2010; 121: 2427-2436

Da tempo è accettata l'ipotesi secondo la quale ad alterazioni di crescita fetali corrisponda una maggiore predisposizione all'espressione di fattori di rischio cardiovascolari come il diabete, l'ipertensione e l'obesità. Ma è mai stata dimostrata una relazione tra ridotta crescita del feto ed alterazioni specificamente cardiache? Questo interessante studio dell'Università di Barcellona ha indicato come a parità di frazione di eiezione, i bambini con alterata crescita fetale presentassero, rispetto ad un gruppo di controllo, una riduzione significativa dello stroke volume (compensato da una aumentata frequenza cardiaca) associato ad alterazioni subcliniche della funzione sistolica e diastolica del ventricolo. In aggiunta, i bambini con alterata crescita fetale presentavano maggiori livelli di pressione arteriosa ed un incremento dei valori dello spessore medio-intimale carotideo. Tutte le alterazioni cardiache valutate erano linearmente correlate con la severità delle alterazioni fetali.

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