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Antialdosteronico e potassio

Fonte: BMJ 2010;340:c1768  online 18 maggio 2010

L'utilizzo dello spironolattone è incrementato negli ultimi anni dopo la pubblicazione dello studio RALES, che ne ha dimostato il beneficio in pazienti con insufficienza cardiaca in classe NYHA III e IV. Tuttavia, talvolta l'aggiunta dell'antialdosteronico può essere problematica visto il rischio di effetti collaterali (iperkaliemia) in pazienti con concomitanti terapie con ace inibitori o sartani e presenza di comorbilità. Un'interessante studio ha analizzato proprio la sicurezza dell'utilizzo dello spironolattone in una ampia coorte di pazienti nell'ambito del National Health Service del Regno Unito. Dal 1994 al 2007, l'utilizzo di spironolattone è incrementato notevolmente nei pazienti con insufficienza cardiaca (dal 19.8% al 70.1%). Di pari passo si è assistito ad un incremento delle prescrizioni di dosaggio della creatininemia ed elettroliti. L'incidenza di iperkaliemia (serum K+>6 mmol/l) non è incrementata nel tempo (9.9 ogni 100 pazienti nel 1999 e 2.9 ogni 100 pazienti nel 2007) . Le ospedalizzazioni documentate per ipekaliemia sono state poche ( 3 nel 1995 e 3 nel 2007) Gli autori concludono che nonostante l'incremento singificativo di utilizzo di antialdosteronico sia nei pazienti con insufficienza cardiaca che senza, non è stato rilevato un incremento dell'incidenza di iperkaliema, grazie ad un attento monitoraggio dei pazienti.
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