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Serve ancora la TAO nei pazienti sottoposti a sostituzione valvolare aortica con bioprotesi?

Fonte: J Thorac Cardiovasc Surg 2010;139:1137-1145.

I ricercatori della Harvard Medical School di Boston, guidati da El Bardissi, hanno valutato 1.131 pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico di sostituzione valvolare aortica con bioprotesi dal dicembre 2001 all'ottobre 2008. Dopo l'esclusione di pazienti che richiedevano terapia anticoagulante alla dimissione (n = 128, 11% ), la coorte di studio comprendeva 861 pazienti. Tutto i soggetti ammessi allo studio sono stati seguiti per 90 giorni dopo l'intervento valutando l'insorgenza di tromboembolismo (ictus cerebri, TIA, eventi trombo embolici periferici, sanguinamento e le sue complicanze). Degli 861 pazienti inclusi, 133 (15%) sono stati anticoagulati e 728 (85%) non lo sono stati. I pazienti sottoposti a terapia anticoagulante postoperatoria erano più anziani, avevano una più alta incidenza di ipertensione, eventi  cerebrovascolari, malattia vascolare e polmonare. Il rischio tromboembolico nei 90 giorni dopo l'intervento chirurgico è stata del 5% (n = 6) in coloro che sono stati anticoagulanti e del 5% (n = 39) in quelli che non lo erano (p = 0,67). Predittori indipendenti di tromboembolia erano l'età aumentata, il sesso femminile, la bassa statura, il fumo, la classe NYHA III/IV e una bioprotesi valvolare aortica di 19 mm. Dai dati riscontrati i ricercatori hanno concluso che una precoce anticoagulazione dopo un intervento di sostituzione valvolare aortica con bioprotesi non sembra ridurre il rischio di tromboembolia, tranne che in pazienti ad alto rischio.

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