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Nuovi anticoagulanti orali: non solo luci….ma qualche ombra?

Fonte: Int J Clin Pract 2010; 64:956-967.

Una recente review di Jeanine Walenga e Cafer Adiguzel, pubblicata sull'International Journal of Clinical Practice, ci mette in guardia sulle potenziali interazioni degli nuovi anticoagulanti orali con i farmaci attualmente in uso e con la dieta. Attualmente, ci sono poche interazioni documentate con i nuovi anticoagulanti, dabigatran, rivaroxaban e apixaban, ma considerando l'ampia varietà della dieta e le numerose interazioni farmacologiche presenti con il warfarin, secondo i ricercatori della Loyola University, Maywood (Illinois) la cautela è d'obbligo. Nella loro revisione, Walenga e Adiguzel segnalano che i nuovi anticoagulanti hanno 2 importanti pregi rispetto ai vecchi: una rapida insorgenza d'azione e un effetto anticoagulante prevedibile. Tuttavia, poco si sa circa le potenziali interazioni con il cibo e, altrettanto, per quanto riguarda le interazioni farmacologiche. Comunque già viene segnalato che il dabigatran è controindicato con la chinidina; che il rivaroxaban, così come eventualmente l'apixaban, è controindicato con farmaci che inibiscono il citocromo P450 3A4 (antimicotici azolici, ritonavir e la claritromicina, i più comuni). C'è anche da considerare il rischio di sanguinamento durante il loro uso in combinazione con un agente antiaggregante (vedi clopidogrel o aspirina). Walenga e Adiguzel sottolineano, infine, l'importanza di valutare la funzione epatica e renale nel paziente che inizia la nuova terapia, e, soprattutto, ne consigliano l'uso con molta cautela nel paziente anziano.

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