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Omocisteina e malattie cardiovascolari: causalità o casualità?

Fonte: JAMA 2010;303(24):2486-2494.

Nel corso degli ultimi anni numerosi studi hanno investigato, con risultati invero non sempre univoci, la relazione tra livelli circolanti di omocisteina ed eventi cardiovascolari e da più parti si è giunti a suggerire la determinazione di questa sostanza per una migliore stratificazione del rischio cardiovascolare. Lo studio SEARCH (Study of the Effectiveness of Additional Reductions in Cholesterol and Homocysteine) ha cercato di gettare nuova luce su questa interessante tematica studiando gli effetti della riduzione dei livelli circolanti di omocisteina mediante somministrazione di acido folico e di vitamina B12 su outcome vascolari (morte coronarica, infarto miocardico o rivascolarizzazione coronarica) e non vascolari in una popolazione di 12.064 pazienti con pregresso infarto miocardico. La supplementazione vitaminica, pur determinando una riduzione dei livelli circolanti di omocisteina del 28%, non è risultata associata, nel corso di un follow-up medio di 6.7 anni, ad alcun effetto significativo sugli eventi cardiovascolari maggiori (hazard ratio di 1.04 con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0.97 e 1.12, P=0.28). I risultati di questo studio non sembrano, quindi, supportare un ruolo critico dell'omocisteina nella patogenesi degli eventi cardiovascolari. Se i proverbi hanno un valore verrebbe quasi da dire  dove non c'è il guadagno, la remissione è certa.

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