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L'epoca dell’omocisteina sta esalando l’ultimo respiro

Fonte: JAMA 2010; 303:2486-2494.

Una notevole riduzione a lungo termine dei livelli ematici di omocisteina (-28%) mediante somministrazione di acido folico e vitamina B12 non ha avuto effetti positivi sugli eventi cardiovascolari nel SEARCH trial,. Questo è il risultato a cui è giunto il team guidato da Jane Armitage dell'Università di Oxford (UK). Lo studio in doppio cieco controllato, è stato condotto su 12.064 pazienti inglesi affetti da infarto miocardico, arruolati tra il 1998 e il 2008. Nel corso dei 6,7 anni di follow-up, gli eventi vascolari (infarto miocardico, morte cardiaca, rivascolarizzazione miocardica, ictus cerebri) si sono verificati in 1.537 dei 6.033 pazienti (25,5%) del gruppo trattato con acido folico e vitamina B versus 1.493 dei 6.031 pazienti (24,8%) che assumevano placebo (rischio relativo [RR], 1.04; 95% intervallo di confidenza [CI] 0.97-1.12; p = .28). Ridurre l'omocisteina non riduce il rischio, ma vi è probabilmente un terzo fattore che aumenta il rischio di malattie cardiache e di omocisteina allo stesso tempo. I ricercatori sottolineano che nessun effetto protettivo di queste vitamine è stato visto in sette precedenti studi clinici randomizzati di grandi dimensioni, tuttavia non è chiaro se tale risultato sia dovuto a un numero insufficiente di eventi, ad una troppo breve durata del trattamento, o alla mancanza di un reale beneficio.

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