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Fibrosi miocardica e mortalità nella cardiomiopatia ipertrofica

Fonte: JACC online 25 june 2010.

La corretta  stratificazione del rischio di mortalità nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica è estremamante importante al fine di selezionare i pazienti per impianto di ICD. Uno studio pubblicato su JACC ha indagato il ruolo prognostico della presenza di fibrosi miocardica identificata mediante risonanza magnetica cardiaca (late enhancement) in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. La RMN cardiaca con gadolinio è in grado di identificare aree di fibrosi intramiocardica, in cui si accumula il gadolinio (late enhancement). In questo studio 220 pazienti sono stati sottosposti a RMN e seguiti con un follow up di 1.090 giorni. Durante il follow up, 20 pazienti sono morti (14 morti per causa cardiaca e 6 morti per altre cause) e 2 pazienti hanno subito scariche del defibrillatore per aritmie maligne. All'analisi multivariata, la presenza di late enhancement alla risonanza è risultato fattore predittivo indipendente di mortalità (OR 4.81 per morte per cause cardiache), con peso statisticamente maggiore rispetto ai fattori di rischio classici.

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