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Ridotto metabolismo di clopidogrel: rischio maggiore?

Fonte: J Am Coll Cardiol 2010;56:134-43.

E' noto che nei pazienti trattati con clopidogrel vi sia una variabilità dell'efficacia del trattamento legata alla ridotta attività enzimatica che metabolizza il clopidogrel in caso di alterazione 'loss of function' del citocromo P450 2C19 o al contemporaneo utilizzo di inibitori di pompa protonica. Uno studio ad opera del gruppo francese del Dott. Montalescot ha indagato l'associazione tra eventi ischemici cardiovascolari e presenza di alterazione genetica del citocromo eseguendo una metanalisi di 10 studi su 11.959 pazienti. Di questi il 28% presentava l'alterazione genetica ed in questo gruppo il rischio per eventi cardiovascolari maggiori era incrementato del 30% (9.7% vs. 7.8%; OR: 1.29; 95% IC: 1.12-1.49; p<0.001). La variante genetica, inoltre, era associata ad un eccesso di mortalità (1.8% vs. 1.0%; OR: 1.79; 95% IC: 1.10-2.91; p< 0.019) e di trombosi intrastent (2.9% vs. 0.9%; OR: 3.45; 95% CI: 2.14-5.57; p < 0.001). Gli autori hanno effettuato anche una metanalisi di 13 studi su circa 13.000 pazienti per valutare l'associazione tra trattamento con inibitori di pompa protonica ed eventi cardiovascolari avversi. In questo caso l'utilizzo dei PPI era associato ad una maggiore incidenza di eventi (21.8% vs. 16.7%; OR: 1.41; 95% CI: 1.34-1.48; p<0.001), tuttavia l'utilizzo dei PPI era più frequente nei pazienti a più alto rischio, pertanto il peggiore outcome potrebbe essere spiegato dall'elevato profilo di rischio dei pazienti.

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