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Nuovi documenti di consenso su ASA e diabete ed ectasia dell'aorta toracica.

Fonte: Journal of the American College of Cardiology Vol. 55, No. 25, 2010 In Press, Circulation 2010;121;2780-2804.

Si segnala brevemente la pubblicazione di due interessanti documenti di consenso: la prima dal titolo "Aspirin for Primary Prevention of Cardiovascular Events in People With Diabetes" dell'American Diabetes Association, American Heart Association, e American College of Cardiology Foundation in Press su JACC. La seconda invece dal titolo "Surgical Management of Descending Thoracic Aortic Disease: Open and Endovascular Approaches" dell'American Heart Association, Council on Cardiovascular Surgery and Anesthesia e Council on Peripheral Vascular Disease. Il primo documento di consenso, particolarmente interessante, rivede in chiave critica l'impiego dell'aspirina nel paziente diabetico, rivisitando la letteratura e le principali metanalisi sull'argomento degli ultimo decennio. Riportiamo brevemente i risultati delle principali metanalisi (Foto 1) e le conclusioni: basse dosi di ASA (75-162 mg/die) per la prevenzione primaria sono ragionevoli in pazienti diabetici senza precedente storia di patologia cardiovascolare con almeno un altro fattore di rischio coronarico (fumo, ipertensione, dislipidemia, familiarità di prematura patologia CV e albuminuria) che abbiano almeno 50 anni se uomini o 60 anni se donne, in assenza ovviamente di aumentato rischio emorragico. Per i pazienti diabetici a rischio intermedio (pazienti giovani con almeno un altro fattore di rischio o pazienti con rischio di patologia CV a dieci anni < 10%) appare comunque ragionevole l'uso dell'ASA, almeno fino a che lo stato delle evidenze è quello attuale. Nel secondo documento, viene esaminata la problematica di gestione dell'ectasia dell'aorta discendente toracica, sia cronica che acuta (analizzando anche la dissezione coinvolgente arco aortico ed aorta ascendente), enfatizzando la fisiopatologia, i meccanismi patogenetici e il tipo di trattamento più idoneo con i vari pregi e difetti delle metodiche chirurgiche o percutanee. Nel documento si sottolinea come, nonostante la tecnologia, i materiali e le procedure percutanee stiano progressivamente migliorando, non vi sono ancora studi randomizzati prospettici sull'argomento. Inoltre, nonostante lo stenting endovascolare offre un trattamento mini-invasivo, con indubbi vantaggi nella gestione in acuto del paziente, la durata di queste metodiche è tuttora ignota. Pertanto, una continua vigilanza dei pazienti sottoposti a procedure endovascolari appare fondamentale.

Riferimenti Bibliografici: Aspirin for Primary Prevention of Cardiovascular Events in People With Diabetes Journal of the American College of Cardiology Vol. 55, No. 25, 2010 In Press

Surgical Management of Descending Thoracic Aortic Disease: Open and Endovascular Approaches Circulation 2010;121;2780-2804

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