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Controllo pressorio intensivo nel paziente diabetico cardiopatico: meglio non esagerare!!

Fonte: JAMA. 2010;304(1):61-68.

Il controllo intensivo della pressione arteriosa è superiore al trattamento standard nei pazienti con cardiopatia ischemica e diabete mellito? Questo studio pubblicato su JAMA è un'analisi osservazionale su 6.400 dei 22.576 partecipanti al trial INVEST (International Verapamil SR-Trandolapril Study). I pazienti arruolati in questa analisi erano affetti da diabete mellito, cardiopatia ishcemica e con età > 50 anni. La terapia antiipertensiva consisteva in prima battuta in un calcio antagonista o beta bloccante e a seguire un ace inibitore e diuretico (o entrambi). Al follow up, l'incidenza di eventi (morte per ogni causa, stroke o infarto miocardico) era significativamente minore nei pazienti con PA controllata (< 140 mmHg) rispetto al gruppo di pazienti con scarso controllo (12.6% contro 19.8%, HR 1,46, 95% IC 1.25-1.71; P < .001). Tuttavia, il controllo intensivo non sembra offrire una protezione aggiuntiva, infatti non sono state osservate differenze statisticamente significative tra il gruppo di pazienti con controllo standard e intensivo (12.6% vs 12.7%; P = .24).

Titolo originale: Tight Blood Pressure Control and Cardiovascular Outcomes Among Hypertensive Patients With Diabetes and Coronary Artery Disease.

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