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Il paziente iperteso che fa da se…fa per tre

Fonte: Lancet 2010;376(9736):163-172.

L'ipertensione arteriosa è il fattore di rischio cardiovascolare per eccellenza con una diretta responsabilità su una larga quota della mortalità e della morbilità cardiovascolare nel mondo. Ciò in ragione della sua elevata diffusione e del fatto che il controllo pressorio è inadeguato nella larga maggioranza della popolazione di ipertesi. Lo studio TASMINH2 (Tele-monitoring and self-management in the control of hypertension), condotto da 24 medici di medicina generale inglesi su 527 ipertesi ha dimostrato come i pazienti addestrati a modulare autonomamente il trattamento antipertensivo e coinvolti in un programma di telemonitoraggio dei valori pressori al termine del follow-up di un anno mostravano una riduzione della pressione sistolica superiore rispetto ai pazienti assegnati alla usual care (-17.6 mm Hg, range 14.9-20.3 vs 12·2 mm Hg, range 9.5-14.9). Verrebbe da dire, chi fa da se fa per tre...

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