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Ricerca il miocardio ibernato prima di rivascolarizzare il paziente scompensato

Fonte: Am J Cardiol 2010;106:236-242.

Interessante review pubblicata da Kanu Chatterjee dell'Università dello Iowa, in cui esamina l'importanza della valutazione dell'ibernazione miocardica nei pazienti con scompenso cardiaco che vengono sottoposti ad intervento di rivascolarizzazione. La ricercatrice mette in risalto come i progressi della terapia hanno permesso un netto miglioramento della prognosi  nei pazienti con insufficienza cardiaca, ma sottolinea anche che la prognosi è infausta nei pazienti che diventano refrattari a tali terapie. Il trapianto cardiaco migliora la qualità della vita e la sopravvivenza di questi pazienti, ma è disponibile solo per un numero molto limitato di soggetti. Così, sono allo studio nuove terapie farmacologiche e nuovi device per i pazienti con scompenso cardiaco refrattario. In considerazione dell'evidenza clinica che rimarca come la cardiopatia ischemica cronica sia la causa più comune di insufficienza cardiaca, la rivascolarizzazione miocardica risulta essere un interessante mezzo per migliorarne la prognosi. Anche se la rivascolarizzazione può essere effettuata con una bassa mortalità procedurale, il miglioramento della funzione ventricolare sinistra, dei sintomi, e della prognosi a lungo termine sembrano essere correlati con la presenza e l'entità della vitalità miocardica nel territorio da rivascolarizzare.

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