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Bloccare la glicoproteina IIb/IIIa prima dell’angioplatica primaria migliora la prognosi del paziente infartuato

Fonte: Eur Heart J 2010;31(14):1708-1716.

Gli inibitori della gli proteina IIb/IIIa rappresentano farmaci di documentata efficacia nella gestione delle sindromi coronariche acute. Rimanevano dubbi sulla utilità del pretrattamento con questi farmaci nei pazienti con STEMI (ST-elevation myocardial infarction) destinati all'angioplastica primaria. Lo studio APEX-AMI (Assessment of Pexelizumab in Acute Myocardial Infarction) ha dato una risposta al quesito. 3.969 dei 5.707 patienti arruolati nello studio hanno ricevuto, prima dell'angioplastica, un trattamento con un inibitore della glicoproteina IIb/IIIa a scelta a discrezione del medico (abciximab, eptifibatide o tirofiban). Nei pazienti che avevano ricevuto il trattamento prima dell'arrivo in sala di emodinamica (mediana del tempo pre-angioplastica: 37 minuti) la mortalità (hazard ratio 0.68, intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0.48 e 0.95, P=0.025) e l'outcome composito di morte/scompenso cardiaco e shock (hazard ratio 0.68, intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0.65 e 1.00, P=0.054) a 90 giorni sono risultati significativamente inferiori rispetto a quelli trattati poco prima dell'angioplastica (mediana del tempo pre-angioplastica: 16 minuti). Quando si dice meglio prima che poi.

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