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Il cuore ballerino del paziente nefropatico

Fonte: J Hypertens 2010;28:1738-1744.

La compromissione della funzione renale, nei suoi diversi gradi di severità, espone il paziente ad un aumentato rischio di eventi cardio e cerebrovascolari. La recente dimostrazione che la presenza di danno renale cronico aumenta il rischio di fibrillazione atriale rinforza il legame, già piuttosto stretto, tra rene e cuore nel paziente iperteso. Sono stati studiati oltre 1.100 ipertesi, senza evidenza attuale o pregressa di patologia cardiaca seguiti per un periodo medio di 4.5 anni. La presenza di malattia renale cronica (definita da un volume di filtrazione glomerulare < 60 mL/minuto e/o dalla presenza di proteinuria) è risultata associata ad un significativo aumento del rischio di sviluppare fibrillazione atriale (hazard ratio 2.18, p=0.009), soprattutto nei pazienti ipertesi con una più severa compromissione della funzione renale (stadio 4 e 5), indipendentemente dalla presenza di ipertrofia ventricolare sinistra o di dilatazione atriale. La cardioprotezione passa quindi sempre di più per la nefroprotezione?

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