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Digossina: ancora un ruolo nei pazienti con scompenso?

Fonte: Congestive Heart Failure Published Online: 11 Jun 2010.

La digitale rimane una terapia molto usata nei pazienti con insufficienza cardiaca, nonostante numerosi studi abbiano evidenziato scarsi benefici e, talvolta, un aumento di avventi avversi soprattutto in determinate sottogruppi di pazienti. Per stabilire l'impatto della terapia digitalica, gli Autori di questo studio hanno analizzato i dati provenienti dallo studio Val-HeFT (Valsartan Heart Failure Trial) su un campione di popolazione di 5.010 pazienti. Sono stati analizzati i dati di mortalità, morbilità e ospedalizzazioni per riacutizzazione dello scompenso. Del campione preso in esame, all'arruolamento, 3.374 pazienti (67%) assumevano digitale. In generale, questi erano pazienti con classe funzionale NYHA più avanzata, con una maggior compromissione della funzione contrattile, maggior tendenza all'ipotensione e soprattutto una terapia generalmente più insoddisfacente in particolare riguardo la terapia beta bloccante (32% dei pazienti rispetto al 40.8%). L'uso della digossina si è associato ad una peggiore prognosi in termini di mortalità (21.1 vs 15.0%, P < 0.001), morbilità (34.6 vs 21.7, P < 0.001) e reospedalizzazioni (19.1 vs 10.1%, P < 0.001). Gli Autori non hanno osservato benefici derivanti dalla terapia digitalica in questi pazienti, ponendo dubbi sul suo utilizzo, soprattutto se a scapito di terapie con schiaccianti evidenze in termini di beneficio e sopravvivenza.

Titolo Originale: Digoxin Use and Heart Failure Outcomes: Results from the Valsartan Heart Failure Trial (Val-HeFT).

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