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Stent medicato e stent metallico: chi vince?

Fonte: Eur Heart J 2010; 31 (16): 2014-2020.

L’esecuzione di un’angioplastica percutanea coronarica con uno stent metallico non medicato (BMS) in un’occlusione coronarica totale (CTO) è associato con un rischio più alto di restenosi angiografica e di reocclusione rispetto a quello osservato nelle stenosi subtotali. Pregressi studi hanno suggerito una migliore resa degli stent medicati nella CTO. Questo studio multicentrico ha paragonato la resa dal punto di vista angiografico e clinico dello stent medicato con sirolimus (SES) paragonato a BMS dopo una ricanalizzazione di CTO. Sono stati arruolati pazienti che avevano una CTO da più di un mese, dopo una ricanalizzazione avvenuta con successo, e sono stati randomizzati ad un impianto di SES (78 pazienti) o BMS (74 pazienti) in 13 centri italiani. La terapia con clopidogrel è stata prescritta per 6 mesi. L’end point primario era il diametro luminale minimo (MLD) dopo 8 mesi di follow-up. Gli end-points clinici comprendevano morte, infarto del miocardio (IM), nuova necessità di rivascolarizzazione dopo 24 mesi. I pazienti trattati con SES hanno mostrato un maggiore MLD (1.98 ± 0.57 vs. 0.98 ± 0.80 mm, P

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