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Fai un ecocardiogramma e migliori il valore prognostico nei pazienti con insufficienza cardiaca stadio A

Fonte: Journal of the American Society of Echocardiography DOI: 10.1016/j.echo.2010.06.017.

Questa è la conclusione dello studio multicentrico del gruppo di ricerca della Società Italiana di Ecocardiografia coordinato del prof. Scipione Carerj dell’Università di Messina. Lo studio ha valutato il potere predittivo dei parametri ecocardiografici nella progressione dell’insufficienza cardiaca o nello sviluppo di eventi cardiovascolari in soggetti in stadio A (soggetti con fattori di rischio cardiovascolari, elettrocardiogramma ed esame clinico normale). I ricercatori hanno arruolato 1.097 soggetti asintomatici sottoposti ad esame ecocardiografico eseguito come screening in presenza di fattori di rischio cardiovascolare e, quindi, li hanno seguiti con un periodo di follow-up medio di 26 ± 11 mesi. L’end point primario era morte cardiaca, infarto miocardico, rivascolarizzazione miocardica mediante by-pass aortocoronarico o PTCA, edema polmonare acuto, ictus e TIA; l’end point secondario era ricovero per insufficienza cardiaca, sintomi di insufficienza cardiaca. I risultati dello studio evidenziano come l'ecocardiografia mostri un elevato valore predittivo nella rilevazione di disfunzione sistolica ventricolare sinistra e nella previsione di eventi cardiovascolari durante il follow-up in soggetti con almeno due fattori di rischio.

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