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J-Curve: un nuovo concetto...di 30 anni fa!!

Fonte: Am J Cardiol 2010;106:825-829.

Il concetto dell’effetto della J-curve è stato per lungo tempo dibattuto e sottoposto ad innumerevoli revisioni attraverso lo sviluppo di differenti scuole di pensiero. La J-curve descrive una relazione inversa tra la bassa pressione arteriosa (PA) e le complicazioni cardiovascolari. Considerando che la perfusione coronarica avviene per lo più in diastole è evidente che la pressione diastolica sia maggiormente coinvolta in questo fenomeno, in particolare quando i valori di PA diastolica sono inferiori a 80 mmHg. E’ altrettanto chiaro che un calo della perfusione coronarica sia più consistente in caso di ostruzione più o meno severa del sistema arterioso cardiaco, portando pertanto ad un aumento di eventi avversi. Tutto chiaro dal punto di vista fisiopatologico. Ma se andiamo a guardare le Linee Guida dell’Ipertensione si può osservare che le indicazioni attuali sono di abbassare i livelli tensivi al di sotto di 140/90 mmHg per le ipertensioni non complicate e al di sotto di 130/80 mmHg per quei pazienti ipertesi e ad alto rischio come ad esempio quelli con nota coronaropatia, Diabete mellito, insufficienza renale cronica. Recenti grandi trial tuttavia, hanno messo in serio dubbio l’utilità di questa strategia “aggressiva” nei pazienti ad alto rischio, così come il concetto del “The lower, the better” legato all’ipertensione. Evidenze sempre più consistenti hanno portato diversi Opinion Leader affermare che il trattamento aggressivo nei pazienti ad elevato rischio cardiovascolare non porta sostanziali ulteriori benefici rispetto ad una strategia non aggressiva, portando, in taluni studi, addirittura ad un aumento degli eventi avversi e “rispolverando” il “vecchio” concetto della J-Curve dell’ipertensione. Se questo è vero in ambito cardio-vascolare, non si può affermare lo stesso per quello cerebro-vascolare. Mai, in nessuno studio, si è osservato un aumento degli eventi cerebrovascolari abbassando in modo aggressivo la PA. In questa bella ed interessante review si sono analizzati tutti i più recenti studi sull’argomento, sia in ambito cardiovascolare che cerebrovascolare. Gli Autori hanno concluso che la maggior parte dei lavori suggerisce che il fenomeno della J-curve correlato ad un trattamento ipotensivante aggressivo e che coinvolge sia la pressione arteriosa diastolica che sistolica esiste, ma solo in ambito cardiovascolare. Concludendo… "Moderation is the best thing"….

Titolo originale: Effectiveness of Lowering Blood Pressure to Prevent Stroke Versus to Prevent Coronary Events

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