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Fibrillazione atriale: la PCR ci mancava..

Fonte: J. Am. Coll. Cardiol. 2010;56;789-795.

Una PCR elevate aumenta il rischio di insorgenza di fibrillazione atriale? La risposta è si, almeno sulla base di un bello studio pubblicato sull’ultimo numero di JACC, condotto su un vastissimo campione di 47.000 pazienti, tutti screenati mediante dosaggio sierico della PCR sia mediante analisi dei principali polimorfismi del gene codificante per questa proteina di fase acuta. I risultati sono stati i seguenti: Dividendo il campione in quintili, quelli nel quintile superiore avevano un aumentato rischio di sviluppare fibrillazione atriale 2.19 volte in più rispetto a quelli del quintile inferiore (95% IC: 1.54-3.10). Il rischio diminuiva leggermente dopo l’aggiustamento multifattoriale (1.77: IC 95%: 1.22-2.55) e dopo aggiustamento addizionale per insufficienza cardiaca e fibrinogeno sierico (1.47: IC 95%: 1.02-2.13). L’analisi genotipica ha evidenziato che la presenza delle varianti geniche è associata ad un aumento sine causa dei livelli di PCR e che tale aumento, tuttavia, non è associato ad un aumentato rischio di sviluppo di fibrillazione atriale. La conclusione degli Autori è stata che la PCR ad elevata sensibilità è fortemente correlata allo sviluppo di fibrillazione atriale, a meno che non sia su base genetica. Chissà a cosa sta pensando il Dott. P. Ridker…

Titolo originale: Does Elevated C-Reactive Protein Increase Atrial Fibrillation Risk?

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