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L'ICD è "più indicato" se il paziente ha anche insuffcienza renale

Fonte: Europace (2010) doi: 10.1093/europace/euq283.

La presenza di insufficienza renale in pazienti con scompenso cardiaco avanzato rappresenta un fattore predittivo indipendente per l'incidenza di aritmie ventricolari maligne in portatori di ICD impiantato in prevenzione primaria. A tale conclusione sono arrivati il dott. Jens Kreuz del Dipartimento di Medicina-Cardiologia, dell’Università di Bonn e dei suoi collaboratori. I ricercatori hanno arruolato 94 pazienti consecutivi con insufficienza cardiaca lieve-moderata (NYHA II-III) e funzione ventricolare sinistra depressa (≤ 35%) e li hanno seguiti per 34 ± 20 mesi. 291 episodi di aritmie ventricolari maligne sono stati documentati in 51 pazienti (54%). 18 pazienti (19%) hanno ricevuto scariche inappropriate dell’ICD (es. fibrillazione atriale, tachicardia sinusale, ecc.). I pazienti che hanno presentato episodi di aritmie maligne e i pazienti che hanno subito scariche inappropriate dell’ICD presentavano una funzione renale, prima dell’impianto dell’ICD, peggiore rispetto ai coloro che non hanno mostrato aritmie maligne o scariche inappropriate. Un aumento della creatininemia all’arruolamento e una classe NHYA classe III si sono rivelati fattori predittivi indipendenti per l'insorgenza di aritmie ventricolari. Inoltre, nello studio è stato possibile identificare l'insufficienza renale come fattore di rischio indipendente per scariche inappropriate dell’ICD. Pertanto, i pazienti affetti da insufficienza cardiaca avanzata e insufficienza renale sembrano beneficiare maggiormente dell’impianto di un ICD in prevenzione primaria.

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