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Filtri cavali nel tromboembolismo acuto: quando?

Fonte: Arch Intern Med. 2010;170(16):1456-1462.

Uno studio americano si è posto l’obiettivo di descrivere la frequenza, le indicazioni e gli esiti dopo posizionamento del filtro nella vena cava inferiore (IVC) in una popolazione del Massachusetts dopo diagnosi di tromboembolismo venoso acuto (TEV) nel 1999, 2001 e 2003. È stata eseguita una revisione retrospettiva delle cartelle cliniche ospedaliere e ambulatoriali dei pazienti, raccogliendo i dati sull’indicazione del posizionamento del filtro. Tre specialisti hanno poi valutato l’appropriatezza terapeutica del filtro. Dei 1547 pazienti con TEV, al 13,1% è stato applicato il filtro cavale. I pazienti con un filtro IVC erano più anziani, avevano più comorbidità e un tasso di mortalità più elevato durante i 3 anni di follow-up. C'è stato un accordo unanime tra gli esperti del gruppo che l'utilizzo di un filtro IVC era appropriato nel 51% dei casi e inappropriato nel 26% dei casi. Nel restante 23% il parere era divergente. In conclusione, in questo studio i filtri IVC sono stati frequentemente utilizzati per il trattamento di pazienti con TEV acuta, ma solo nella metà dei casi l’indicazione era sicuramente appropriata. Dato il crescente utilizzo di filtri IVC, sono necessari studi prospettici per meglio definire le indicazioni e l'efficacia dei filtri IVC.

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