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Nuove Linee Guida ESC sulla fibrillazione atriale: importanti novità.

Fonte: European Heart Journal doi:10.1093/eurheartj/ehq278.

Pubblicate le nuove Linee Guida sulla fibrillazione atriale ad opera della Società Europea di Cardiologia (Free online) che seguono le precedenti datate 2006. La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia sostenuta più comune nella popolazione, con una incidenza oscillante tra l’1 e il 2%. Ciò significa che circa 6 milioni di persone in Europa ne sono affette, con una prevalenza che è stimata essere doppia nei prossimi 50 anni. La FA conferisce un rischio di stroke 5 volte superiore rispetto alla popolazione non affetta ed uno stroke su cinque è attribuibile a questa aritmia. Ma non è solo lo stroke il problema. La FA è associata ad un maggior rischio di morte, cardioembolismo periferico, ospedalizzazioni, scompenso cardiaco e compromissione ventricolare sinistra (Vedi tabella 1). Importanti le novità di queste nuove Linee Guida sulla stratificazione del rischio cardioembolico con l’ausilio sia del più semplice CHADS2-Score (se > o uguale a 2 è indicata terapia anticoagulante orale con INR target 2.5) che del più complesso e completo CHADS2VASc Score (Punteggio da 0 a 9) (Fig.2). Nelle Linee Guida si è enfatizzato molto la categorizzazione dei pazienti in “basso”, “moderato” ed “alto” rischio embolico, cercando tuttavia di raccomandare un continuum di rischio. I “fattori di rischio “maggiori” sono un pecedente stroke ed una età>75 anni. La presenza di valvulopatie associate alla FA (in particolare stenosi mitralica o materiale protesico) dovrebbe automaticamente categorizzare questi pazienti ad elevato rischio. Altri fattori di rischio rilevanti (non maggiori) sono la presenza di scompenso cardiaco (in particolare con concomitante depressione della funzione contrattile ventricolare sinistra<40%), di ipertensione o di diabete mellito. Lo score di rischio è cumulativo e pertanto la presenza di più fattori di rischio rilevanti non maggiori potrebbe comunque giustificare l’inizio di una terapia anticoagulante. Nella fig.3 si propone la flow chart per la terapia più idonea in base allo score di rischio con classificazione CHADS 2 score integrato. Seguono raccomandazioni sulla stratificazione emorragica del paziente (HAS-BLED bleeding risk score) e analisi di rischio di sanguinamento in particolari situazioni, in particolare dopo impianto di stent coronarico. Altre novità, inoltre, vengono dalla terapia. Nelle nuove Linee guida è ufficialmente entrato nell’armamentario terapeutico il dronedarone (400 mg 2 volte al giorno), farmaco nuovo ed entrato come "first choice of treatment" nel mantenimento del ritmo sinusale in pazienti con FA senza cardiopatie associate o cardiopatie associate in assenza però di un quadro di scompenso cardiaco in classe III-IV della NYHA (dove l’amiodarone la fa ancora da padrone). Si riporta la flow chart di trattamento proposta per il trattamento della FA con farmaci antiaritmici (fig. 4). Buona lettura.

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