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Batticuore...senza aumentare troppo la frequenza!

Fonte: Eur Heart J (2010) 31 (18): 2271-2279.

Sebbene la frequenza cardiaca più elevata (FC) al basale sia stata associata ad un aumento del rischio cardiovascolare (CV) ed alla mortalità per tutte le cause, il rapporto tra la FC in trattamento nel tempo e la mortalità nei pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra all'ECG (IVS) non è stato ancora esaminato con chiarezza. I risultati della misurazione della frequenza cardiaca nel tempo in 9.190 pazienti ipertesi trattati con losartan o regimi a base di atenololo con successivo ECG annuale hanno suggerito che dopo un follow-up medio di 4,8 ± 0,9 anni, 814 pazienti (8,9%) sono deceduti e 438 (4,8%) per cause CV. Nell’analisi multivariata, ogni incremento di 10 bpm nella FC all’ECG in trattamento è stato associato ad un aumento del 25% del rischio di morte cardiovascolare [95% intervallo di confidenza (CI): 14-32%] e un 27% più a rischio per tutte le cause di mortalità (95% CI: 21-34%). In un'analisi alternativa, la persistenza o lo sviluppo di una FC ≥ 84 bpm (quintile superiore di riferimento FC) è stato associato ad un rischio di morte cardiovascolare aumentato dell’89% (95% CI: 49-141%) e un 97% di aumento del rischio di mortalità per tutte le cause di mortalità (95% CI: 65-135%). Dopo aggiustamento per il trattamento con losartan vs atenololo, fattori di rischio basali per mortalità, infarto miocardico, FC basale, valori di pressione arteriosa sitolica e diastolica basali ed in trattamento, ed il noto valore predittivo dei valori basali ed in trattamento della durata del QRS e della ipertrofia ventricolare sinistra all'ECG, i valori superiori di FC in trattamento rimanevano fortemente predittivi di mortalità: per ogni incremento di 10 bpm di FC , si associava un aumento del 16% del rischio di mortalità CV (95% CI: 6-27%) e un 25% in più rischio di mortalità per qualsiasi causa (95% CI: 17-33%), con persistenza o sviluppo di una FC ≥ 84 associata al rischio di un 55% in più di morte cardiovascolare (95% CI: 16-105%) e un 79% di maggior rischio rettificato per tutte le cause di mortalità (95% CI: 46-121%). Elevati valori di frequenza cardiaca possono predire una maggiore probabilità di mortalità cardiovascolare o generale, indipendentemente dalla modalità di trattamento, dalla riduzione della pressione arteriosa, dalla regressione dell’IVS all'ECG e modificando la durata del QRS in pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra all'ECG. Questi risultati confermano il valore della valutazione della FC per migliorare la stratificazione del rischio in pazienti ipertesi.

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