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Vitamina D: se diminuisce il rischio aumenta.

Fonte: European Heart Journal (2010) 31, 2253-2261.

I pazienti dializzati mostrano un eccesso di mortalità rispetto alla popolazione generale, in gran parte dovuto a morte cardiaca improvvisa. Si stanno accumulando evidenze che suggeriscono un ruolo per la vitamina D sia per la salute globale che per la salute del miocardio. Un gruppo di ricercatori austriaci, tedeschi e olandesi ha indagato quindi il ruolo della vitamina D negli outcome cardiovascolari ed infettivi dei pazienti dializzati. A tale scopo la forma 25 OH della vitamina D è stata misurata in 1.108 pazienti diabetici ed emodializzati che sono poi stati monitorati per 4 anni. I pazienti, all’inizio , avevano un’età media di 66 ± 8 anni (58% maschi) con una mediana di vitamina D25OH di 39 mmol/l. Le analisi hanno dimostrato che i pazienti con severo deficit di vitamina D (≤ 25 nmol/L ) avevano un rischio 3 volte maggiore rispetto a coloro con livelli di vitamina D superiori a 75 mmol/l. Inoltre, sia la mortalità da morte cardiaca improvvisa che la mortalità da tutti gli eventi risultava aumentata. In conclusione, la severa carenza di vitamina D era associata con morte cardiaca improvvisa, eventi cardiovascolari e mortalità da tutte le cause, tuttavia dobbiamo ancora scoprire se la supplementazione di vitamina D sia in grado di ridurre questi eventi avversi.

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