CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Cardiomiopatia ipertrofica e fibrosi miocardica: quale significato prognostico?

Fonte: J Am Coll Cardiol, 2010; 56:867-874.

Un trial prospettico ha valutato, per un periodo medio di 3,1 anni, 217 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. E' stata riscontrata la presenza di fibrosi miocardica nel 63% dei soggetti, mediante un'analisi dell'enhancement tardivo del gadolinio con risonanza magnetica a 1,5 T. Il 25% di pazienti con fibrosi, versus il 7.4% dei pazienti senza fibrosi ha soddisfatto l'end point primario combinato (hazard ratio [HR]: 3.4, p = 0.006), costituito dall'insieme di morte per cause cardiovascolari, ricoveri non programmati, tachicardia ventricolare sostenuta o fibrillazione ventricolare, o impianto appropriato di ICD. Il rischio globale è risultato essere direttamente correlato con l'estensione del processo fibrotico (HR: 1.18 ogni 5% di estensione, p = 0.008). All'analisi univariata, la fibrosi e le tachicardie ventricolari non sostenute sono risultate essere predittori per gli endpoints aritmici, comprensivi di morte improvvisa, con un HR uguale a 1.30, p = 0.014, tuttavia la fibrosi non ha retto all'analisi multivariata. La fibrosi miocardica si pone dunque come un fattore di rischio indipendente nei soggetti con cardiomiopatia ipertrofica.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA