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HORIZONS-AMI: follow-up finale conferma le conclusioni precedenti

Fonte: TCT 2010.

Anche quest ‘anno il TCT e’ stato teatro della presentazione dei dati dell’Horizon AMI, in particolare dei dati conclusivi a tre anni. L' HORIZONS AMI ha randomizzato 3.602 pazienti con infarto miocardico acuto entro 12 ore dall'insorgenza dei sintomi a UFH più un inibitore GP IIb/IIIa o bivalirudina ( una randomizzazione 1:1). Dopo angiografia, 3.006 pazienti elegibili a stent sono stati randomizzati una seconda volta per un metal stent o a taxus paclitaxel (randomizzazione 3:1). A tre anni, uno dei due end point primari per il braccio anticoagulante dello studio, il sanguinamento maggiore, rimane statisticamente inferiore nei pazienti con bivalirudina. Sia la mortalità per tutte le cause che la mortalità cardiaca, che erano significativamente più bassi nei pazienti con bivalirudina ad un anno, sono rimasti inferiori a tre anni, sebbene con tassi di evento in lieve aumento nel tempo. È interessante notare che i tassi di reinfarto, che si presentavano più elevati nel gruppo UFH /GP IIb/IIIa ad un anno, sono risultati significativamente differenti a tre anni e comprendono in primo luogo un aumento degli IMA non Q. I tassi di trombosi da stent non erano differenti fra i gruppi a tre anni : infatti, nelle prime 24 ore, le trombosi intra stent sono risultate significativamente più elevate nei pazienti trattati con bivalirudina, ma tra 24 ore e i tre anni, la trombosi dello stent e’ maggiormente presente nel gruppo UFH GP IIb/IIIa.

HORIZONS AMI : eventi maggiori - bivalirudina vs UFH / GP IIb/IIIa

End point

Bivalirudina (%)

Eparina + GP IIb/IIIa (%)

HR (IC 95 %)

p

Sanguinamento maggiore

6.9

10.5

0.64 ( 0.51-0.80 )

<0,001

Tutte le cause di mortalità

5.9

7.7

0.75 ( 0.58-0.97 )

0.03

mortalità Cardiaca

2.9

5.1

0,56 (0.40-0.80)

0.001

Reinfarto

6.2

8.2

0.76 ( 0.59-0.92 )

0.04

A 3 anni, nel gruppo DES vs metal stent vi e’ stata anche una riduzione della necessita’ di rivascolarizzazione. Nelle sue osservazioni conclusive, l’autore Stone ha sottolineato la riduzione di sanguinamento maggiore, di re-infarto, di mortalità cardiaca e mortalità per qualsiasi causa nei pazienti trattati con bivalirudina, nonché la riduzione del 40% di rivascolarizzazione della lesione target tra i pazienti randomizzati a stent con paclitaxel.

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