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Gli USA si chiedono quale dialisi scegliere

Fonte: Arch Intern Med. Published online September 27, 2010.

Più di 100.000 pazienti hanno iniziato la dialisi nel 2007. Sebbene il trapianto di rene sia considerato la migliore scelta per la terapia in caso di insufficienza renale, sulla base della sopravvivenza e della qualità della vita, molti pazienti non sono eleggibili per il trapianto. Ciò è dovuto, oltre a una carenza di organi disponibili, anche al trattamento dialitico prolungato di molti pazienti, che sviluppano gradualmente una malattia renale all'ultimo stadio (ESRD). La maggior parte dei pazienti che necessitano di trapianto all’inizio è trattato con la dialisi, sia la emodialisi (HD), di solito eseguita in un Centro tre volte alla settimana, o la dialisi peritoneale (PD), di solito svolta autonomamente dal paziente a casa. Quale delle due sia adatta ad ogni singolo paziente è stato da sempre oggetto di discussione. Circa 1% dei soggetti che necessitano di cure sono affetti da ESRD e costano il 5,8% delle risorse economiche in ambito sanitario. Sebbene la PD sia più difficile da realizzare per il personale sanitario, questa tecnica è più economica. Ciononostante il suo utilizzo negli Stati Uniti si è ridotto costantemente negli anni, passando da un massimo del 14,4% della popolazione in dialisi nel 1995 a un minimo del 7,1% nel 2007 ed il declino nel numero di nuovi pazienti che iniziano la PD è iniziato anche precedentemente. Quali sono le difficoltà di questa metodica? I pazienti eleggibili per PD sono di solito più giovani e non è ancora possibile valutare i dati di sopravvivenza. Sembra che proprio pazienti giovani, senza diabete o insufficienza cardiaca congestizia (CHF) potrebbero trarre beneficio dalla PD, soprattutto nei primi 2 anni, ma ciò non equivale per i soggetti anziani affetti da tali patologie. Non sembra che le differenze di sopravvivenza tra PD e HD giustificherebbero la decisione di ridurre considerevolmente l'utilizzo della PD. Piuttosto, i pazienti contribuiscono alla scelta del tipo di dialisi in base alla necessità di autonomia, la programmazione e mantenendo il loro stile di vita attuale, cosa che PD permette. Tuttavia, alcuni soggetti si affidano al servizio giornaliero di dialisi, proprio riconoscendo la loro incostanza della terapia dialitica. Per quanto riguarda la formazione degli incaricati di nefrologia ci sono ampie differenze nella educazione, non solo del paziente a svolgere PD, ma anche del personale sanitario. Anche se è difficile valutare potenziali errori in ambito medico, i dati degli studi osservazionali indicano che il 33% dei pazienti potrebbe fruire della PD, ma solo il 5% ne ha accesso, anche per mancanza di informazione al paziente e ciò potrebbe compromettere a lungo termine la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti in dialisi.

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