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Glicemia elevata, un nemico in più nei pazienti infartuati!

Fonte: Am Heart J 2010; 160 (3): 412-419.

Non è ben chiaro se una glicemia elevata sia o meno un fattore indipendente determinante una maggiore mortalità a lungo termine in pazienti con infarto del miocardio sottoposti a una precoce riperfusione coronarica attraverso un intervento di angioplastica percutanea. Questo studio ha voluto verificare questa ipotesi. Sono stati studiati 1.185 pazienti trattati nel Medical Center Alkmaar tra il 1996 e 1999 (periodo in cui non si praticava ancora l’angioplastica) e il 2003 e 2006 (periodo in cui si praticava l’angioplastica). Durante il periodo osservazionale di 63 mesi, 261 pazienti sono morti. La mortalità è stata più bassa nei pazienti trattati con tecniche invasive (19%) rispetto a quelli trattati con tecniche conservative (28%). L’aumentata glicemia è risultata associata ad un’elevata mortalità, indipendentemente dall’iniziale tecnica di riperfusione, anche se la correlazione era più pronunciata nei pazienti trattati conservativamente. Ogni millimole-per-litro di aumento della glicemia corrispondeva ad un aumento della mortalità del 7%. Si può, quindi, concludere, che un’elevata glicemia è un determinante di mortalità a lungo termine nei pazienti con infarto del miocardio, indipendentemente dalla tecnica riperfusoria utilizzata.

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