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Predire la fibrillazione atriale nei soggetti con scompenso cardiaco e ICD? E' possibile...

Fonte: Eur J Heart Fail (2010) 12 (10):1101-1110.

La fibrillazione atriale è un problema spesso presente nei soggetti con insufficienza cardiaca ed è in grado di peggiorare sensibilmente la prognosi. L'interrogazione degli ICD (implantable cardioverter-defibrillator) rappresenta sempre più frequentemente un metodo accurato per individuare gli episodi di fibrillazione atriale in questi pazienti. Un recente studio ha valutato in modo prospettico i possibili predittori di fibrillazione atriale in 495 soggetti con insufficienza cardiaca e portatori di ICD. Ad un follow-up medio di 16 mesi, il 29% dei pazienti ha avuto almeno un episodio di fibrillazione atriale. Secondo gli autori, il tempo di conduzione atriale stimato mediante un'indagine eco-doppler, effettuata all'atto dell'impianto del device, è risultato essere sensibilmente più alto nei pazienti con fibrillazione (154 ± 27 vs. 135 ± 24 ms, P < 0.001). Ad un'analisi multivariata il risultato è stato confermato, con un Hazard Ratio pari a 1.27 (95% CI, 1.13–1.42; P < 0.001). Inoltre, anche una pregressa storia di fibrillazione atriale e il genere femminile sono risultati essere correlati in modo statisticamente significativo con gli episodi di fibrillazione atriale. Una nuova arma per la stratificazione del rischio nei pazienti con scompenso.

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