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Emorragie maggiori e sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST: molto allarmismo per nulla?

Fonte: Am heart J, Vol 160 (3), 420-427.

Nell'ambito delle sindromi coronariche acute, nonostante numerosi trial randomizzati, l'utilizzo intensivo di terapie mediche e interventistiche ha reso le emorragie maggiori una realtà concreta nella pratica clinica. Elbarouni e Colleghi hanno selezionato, in modo retrospettivo, 14.111 pazienti con sindromi coronariche acute e sottoslivellamento del tratto ST dai registri multicentrici ACS-I, ACS-II, GRACE e CANRACE. Nel periodo tra il 1999 e il 2008, le emorragie maggiori (definite come emorragie fatali o pericolose per la vita, con necessità di trasfondere almeno 2 unità di emazie concentrate, o con un calo dell'emoglobina di più di 3 g/dL) sono state relativamente rare (1,7%). E' stato osservato un incremento statisticamente significativo dell'utilizzo delle terapie con doppia antiaggregazione piastrinica (aspirina e tienopiridine) e un incremento dei cateterismi e delle angioplastiche percutanee (p<0,001) ma non si è registrato un incremento statisticamente significativo delle emorragie maggiori (p=0,98). Gli Autori concludono che, nonostante l'utilizzo estensivo di terapie e procedure potenzialmente in grado di incrementare il rischio emorragico, l'approccio evidence based ha permesso di mantenere una buona sicurezza sul versante emorragico.

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