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Iperaldosteronismo: non è solo questione di ipertensione

Fonte: Journal of Hypertension 2010, 28:2120-2126.

Nei pazienti con iperaldosteronismo primario vi è un maggiore riscontro di ipertrofia ventricolare sinistra e una maggiore frequenza di eventi cardiovascolari rispetto ai pazienti affetti da ipertensione essenziale con paragonabili livelli di pressione arteriosa. L'aldosterone è stato infatti correlato con un aumentato stress ossidativo, infiammazione endoteliale e fibrosi, in particolare nei pazienti con malattia cardiaca. Ma è proprio l’aldosterone in eccesso la causa di tutti questi guai? Per trovare la risposta sono stati studiati 30 pazienti con iperaldosteronismo primario e 70 pazienti affetti da ipertensione essenziale, appaiati per età, sesso e valori mediani di pressione arteriosa. Sono stati misurati i livelli sierici di aldosterone, renina plasmatica, malondialdeide (MDA, marker di lipoperissodiazione), xantina ossidasi (la cui aumentata attività è causa di produzione di ossidanti, ROS), metalloproteinasi-9 ( MMP-9, trovata aumentata in pazienti con angina e con malattia coronarica), proteina C-reattiva e propeptidi amino terminali del collagene di tipo I e III (PINP e PIIINP, markers del turnover delle cellule miocardiche). I pazienti affetti da iperaldosteronismo primario hanno mostrato livelli più elevati di MDA  e PINP rispetto ai soggetti con ipertensione essenziale. È stata trovata una correlazione positiva tra MDA, PINP e il rapporto fra le concentrazioni sieriche di  aldosterone / attività reninica plasmatica nei pazienti affetti da iperaldosteronismo primario. Clinicamente, il trattamento di pazienti con iperaldosteronismo primario riduceva i livelli di MDA e PINP. In conclusione, i pazienti con iperaldosteronismo primario presentano livelli più elevati di MDA e PINP, suggerendo un aumento dello stress ossidativo e della fibrosi miocardica in questi individui. Questo dato può riflettere un effetto diretto dell’aldosterone probabilmente mediato da un recettore dei mineralcorticoidi.

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