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Inutile mangiare meno se poi si dorme poco...

Fonte: Ann Intern Med. 2010;153:435-441.

La carenza di sonno può modificare sia l’apporto che la spesa energetica. Lo scopo di  questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori americani, era di determinare se una restrizione della durata delle ore di sonno attenua l'effetto di una dieta ipocalorica in individui con adiposità in eccesso. Lo studio, randomizzato e cross-over, ha studiato dieci adulti non fumatori in sovrappeso (3 donne e 7 uomini) con un'età media di 41 anni (SD ±5) e un indice di massa corporea medio di 27,4 kg/m2 (SD ±2.0) per la durata di 14 giorni, periodo in cui gli individui in studio venivano trattati con una moderata restrizione calorica e con l’opportunità di dormire 8,5 o 5,5 ore per notte. La riduzione di sonno diminuiva la percentuale di peso perso come grasso del 55%  e aumentava la perdita di massa corporea priva di grassi del 60%. Questa perdita era accompagnata da indicatori di maggiore adattamento neuroendocrino alla restrizione calorica, con aumento della fame e la minor utilizzazione della massa grassa come substrato energetico.
Per quanto questo studio sia limitato dalla breve durata e dalla ridotta dimensione del campione, è interessante la conclusione a cui è giunto e cioè che la quantità di sonno contribuisce al mantenimento della massa corporea magra nei periodi di diminuzione di assunzione calorica e, di conseguenza, la mancanza di sonno sufficiente può compromettere l'efficacia dei tipici interventi dietetici per la perdita di peso e la relativa riduzione dei rischi metabolici connessi.

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