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Ossido di carbonio, sindrome metabolica e rischio cardiovascolare

Fonte: Circulation. 2010;122:1470-1477.

L’ossido di carbonio endogeno (CO) a concentrazioni fisiologiche è citoprotettivo ma a livelli superiori riflette un sottostante stress ossidativo ed infiammazione, manifestazioni tipiche di una patologia vascolare e con conseguenze cliniche negative. Tuttavia, la relazione di CO espirata e rischio metabolico/vascolare è sconosciuta. In questo studio sono state correlate la emissione di CO espirato, una misura surrogata di concentrazione di CO nel sangue, al rischio di sviluppare sindrome metabolica ed all’incidenza di malattie cardiovascolari sulla base di 14.943 esami di routine (4.139 partecipanti, età media 46 anni, il 53% donne ) nel Framingham Heart Study. CO espirato al basale è stato associato alla presenza di fattori di rischio cardiometabolico (compreso il fumo) ed alla prevalenza di sindrome metabolica (odds ratio 1.09; intervallo di confidenza al 95%, 1,02-1,17; P= 0,01). Durante un follow-up di 4 anni, 1.458 partecipanti hanno sviluppato la sindrome metabolica e 416 ha presentato almeno un evento cardiovascolare. Rispetto ai soggetti nel quartile più basso di CO epirato, quelli nel quartile più alto avevano una maggiore probabilità di sviluppare la sindrome metabolica (odds ratio, 1,48; intervallo di confidenza del 95% 1,25-1,76, p<0,0001) ed eventi cardiovascolari (hazard ratio, 1,66, intervallo di confidenza del 95%, 1,14 a 2,40, P= 0,008) nell'analisi multivariata con dati aggiustati per il fumo di sigaretta.

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