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ICD: aumenta davvero la sopravvivenza?

Fonte: Circulation. 2010;122:1265-1271.

Lo studio Multicenter Automatic Defibrillator Implantation Trial II (MADIT-II) ha segnato una svolta nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra su base ischemica: l'applicazione dell'ICD ha determinato una significativa riduzione della mortalità, dopo un follow-up di un anno e mezzo. Tuttavia, fino ad ora non erano presenti dati sull'effetto a lungo termine dell'applicazione di tale device. Un recente studio apparso su Circulation, ha valutato la sopravvivenza dei pazienti dello studio MADIT-II in un follow-up di 8 anni. 49 pazienti con ICD sono stati confrontati con 62 pazienti non portatori, mediante un'analisi multivariata con regressione di Cox. Gli autori concludono per una sostanziale efficacia dell'ICD, con una riduzione del rischio di morte pari al 44% a 8 anni (Hazard Ratio =0.66, P<0.001), e con la massima efficacia nei primi 4 anni dal trattamento (Hazard Ratio =0.61, P<0.001) rispetto al periodo successivo (Hazard Ratio =0.74, P=0.02).

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