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Supporto reciproco tra pazienti o gestione infermieristica, qual è il metodo migliore per gestire il diabete?

Fonte: Ann Intern Med 2010; 153 (8): 507-515.

Questo studio ha voluto paragonare l’effetto di un programma di supporto reciproco tra pazienti (RPS) e un programma di supporto attraverso infermieri (NCM). Questo studio, randomizzato e controllato ha arruolato 244 pazienti uomini con un valore di emoglobina glicata (HbA1c) superiore a 7.5% nei sei mesi precedenti. L’obiettivo primario è stato valutare la variazione di HbA1c dopo 6 mesi. I pazienti nel gruppo RPS hanno partecipato ad una sessione iniziale per stabilire un corretto comportamento legato alla patologia e hanno avuto la possibilità di partecipare a sessioni di gruppo a 1, 3 e 6 mesi. I pazienti nel gruppo NCM, invece, hanno partecipato a una sessione educazionale di 1.5 ore e sono stati assegnati alle cure di un’infermiera. Il valore di HbA1c si è ridotto da 8.02% a 7.73% nel gruppo RPS ed è aumentato da 7.93% a 8.22% nel gruppo NCM. La differenza di HbA1c tra i due gruppi è stata di 0.58% (P = 0.004). Tra i pazienti con un HbA1c < 8% al basale, c’è stata una riduzione di 0.88% nel gruppo RPS rispetto a una riduzione di 0.07% nel gruppo NCM (differenza tra i due gruppi 0.81%; P < 0.001). Alla luce di questi risultati si può concludere che il supporto reciproco tra pazienti potrebbe essere un buon metodo da prendere in considerazione per la gestione del diabete.

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