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Eparina e PCI: meno è meglio!!

Fonte: Eur Heart J (2010) 31 (20): 2482-2491.

Lo studio Intracoronary Stenting and Antithrombotic Regimen: Rapid Early Action for Coronary Treatment (ISAR-REACT) 3, ha valutato la somministrazione di 140 U/kg di eparina non frazionata versus bivalirudina in pazienti con markers negativi e sottoposti ad impianto di stent in procedure coronarografiche. Sono stati documentati outcome clinici sovrapponibili, a fronte di un aumentato rischio emorragico in caso di utilizzo di eparina. In uno recente studio, è stata valutata l'efficacia e la sicurezza dell'eparina non frazionata con dosaggio pari a 100U/Kg. 2.505 pazienti, dopo un pretrattamento con clopidogrel, hanno ricevuto un singolo bolo di eparina. L'end point primario è stato l'outcome clinico (morte, infarto miocardico, TVR a 30 giorni, o sanguinamenti maggiori intraospedalieri), confrontato con il braccio storico dell' ISAR-REACT 3 in cui è stata somministrata eparina a dosaggio maggiore (7.3% vs 8.7% hazard ratio [HR] 0.81; P = 0.045). End point secondario è stata un'analisi di non inferiorità versus il braccio storico dello studio ISAR-REACT 3 in cui è stata somministrata bivalirudina (3.6% versus 4.6%, HR 0.79; P = 0.11). Gli autori concludono affermando che una ridotta dose di eparina non frazionata, in pazienti con marker negativi che si sottopongono a PCI dopo carico di clopidogrel, offre migliori outcome soprattutto in relazione alla riduzione degli eventi emorragici.

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