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Dopo 50 anni di diabete c’è ancora insulina?

Fonte: Diabetes 2010; 59(11): 2846-2853.

Questo studio ha voluto valutare il grado di funzionalità della β-cellula pancreatica in pazienti diabetici insulino-dipendenti con un diabete della durata di 50 anni o più. Questi pazienti avevano un diabete insorto all’età di 11.0 ± 6.4 anni, un BMI di 26.0 ± 5.1 kg/m2, una dose di insulina di 0.46 ± 0.2 u/kg, per il 94% erano positivi per DR3 e/o DR4 e per il 29.5% per gli anticorpi IA2 o GAD. I livelli di C-peptide sierico hanno mostrato che più del 67.4% dei partecipanti avevano livelli ai limiti bassi dell’intervallo (0.03-0.2 nmol/l) o aumentati (≥0.2 nmol/l). I parametri associati con un più alto C-peptide sono un’emoglobina glicata più bassa, un’età di insorgenza più alta, una più alta frequenza di genotipo HLA DR3 e una maggiore responsività a un test di tolleranza ad un pasto misto. La metà dei pazienti con C-peptide a digiuno >0.17 nmol/l hanno riposto al test di tolleranza con un incremento di due volte o più del C-peptide rispetto al valore basale a digiuno. L’esame post-mortem del pancreas di 9 pazienti deceduti ha mostrato che tutti avevano le β-cellule positive per la colorazione TUNEL, indicativa di apoptosi. La dimostrazione della presenza e del funzionamento di cellule pancreatiche producenti insulina suggerisce la possibilità di una stazionarietà nel ricambio per cui stimoli per aumentare la produzione endogena di β cellule potrebbero essere un buon approccio terapeutico in un significativo numero di pazienti con diabete mellito di tipo 1.

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