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Risonanza magnetica e outcome nello STEMI: nuove prospettive

Fonte: Eur Heart J (2010) 31 (21): 2660-2668.

L'ostruzione microvascolare precoce e tardiva valutate con la risonanza magnetica sono markers prognostici per end point clinici combinati dopo l'infarto con sopraslivellamento del tratto ST. Fino ad ora non vi era accordo in letteratura su quale fosse il migliore predittore di eventi e non era chiaro se tali dati rappresentassero un significativo miglioramento nella valutazione della prognosi dell'infarto, rispetto ai markers clinici tradizionali. In uno studio apparso recentemente sullo European Heart Journal, è stata data una risposta a tali quesiti. 438 pazienti con infarto miocardico acuto e trattati con angioplastica primaria sono stati sottoposti a risonanza magnetica ad un tempo mediano di 3 giorni dall'evento indice. L'ostruzione microvascolare è stata valutata a 1 minuto (precoce) e a 15 minuti (tardiva) dall'iniezione di gadolinio. L'end point primario, composto, è stato definito dalla morte, dal reinfarto e da episodi di insufficienza cardiaca. Dopo un follow-up medio di 19 mesi, ad un'analisi multivariata con regressione di Cox, aggiustata per TIMI-flow post procedurale, risoluzione dell'ST, TIMI-risk score, frazione d'eiezione e infarct size, l'ostruzione microvascolare tardiva è risultata essere il più forte predittore dell'end point combinato (hazard ratio 4.23, P = 0.002), fornendo un valore prognostico aggiuntivo alle metodiche tradizionali. Una prospettiva interessante, ma solo il tempo mostrerà se sarà accettata nella pratica clinica quotidiana.

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