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L'acetilcisteina non protegge il rene dal danno da mezzo di contrasto

Fonte: American Heart Association Congress 2010, Chicago.

Questa è la conclusione a cui sono giunti i ricercatori brasiliani dell'ACT (Aceltylcysteine for the prevention of Contrast-Induced nephropaThy trial). Nei pazienti anziani, con insufficienza renale, insufficienza cardiaca e diabete, spesso si riscontra un sensibile peggioramento della funzione renale dopo procedura coronarografica o angiografica. Partendo dal dato riscontrato in un piccolo studio di un evidente beneficio nell'utilizzo di acetilcisteina nel minimizzare il danno renale da mezzo di contrasto, i Ricercatori coordinati dal dott. O. Berwanger del Research Institute dell'Ospedale do Caracao di San Paolo del Brasile hanno arruolato 2.308 pazienti in 46 centri brasiliani e quindi randomizzati a ricevere acetilcisteina 1.200 mg 2 volte al di da 2 giorni prima della coronarografia a 2 giorni dopo, o placebo. A circa il 75% dei pazienti è stato somministrato mezzo di contrasto a bassa osmolarità in quanto ha un maggiore effetto protettivo renale. Il risultato è stato che i pazienti a cui è stata somministrata acetilcisteina hanno presentato la stessa incidenza di danno renale, inteso come peggioramento di almeno il 25% del valore di creatininemia a 48 e 96 ore dalla procedura, (13%), la stessa riscontrata ai pazienti a cui è stato somministrato placebo.

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